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Legge sulle variazioni di bilancio approvata nella mattinata di oggi dopo una lunga maratona notturna che ha visto, fatta eccezione per due tre argomenti di ampio interesse sociale che inevitabilmente investivano tutta l’ARS, predominare l’impegno del singolo inquilino di sala d’ercole o del singolo gruppo parlamentare a difendere i propri interessi di bottega da portare all’incasso alla prossima e imminente stagione elettorale che sempre assai più incerta si presenta.

  

Come Dipartimento Regionale delle Politiche Attive del Lavoro e del Precariato nella P.A. CSA/RAL eravamo consapevoli che nulla sarebbe stato approvato a favore della categoria (ex contrattisti ed ex ASU) per due ragioni di cose; per gli impegni assunti trasversalmente lo scorso 24 Luglio c.a. che indicavano la legge finanziaria 2027 la norma possibile ove riscontare l’entità delle risorse necessarie a copertura della stessa e la necessita di approvare una norma strutturale che trovi copertura sul triennio 2027-2029; posizioni confermate alla vigilia della discussione generale in aula sul testo delle variazioni di bilancio, nelle interlocuzioni portate avanti con la deputazione dei Gruppi Parlamentari all’ARS .

 

 Alla resa dei conti, non possiamo restare indifferenti in merito ad alcune norme che la legge sulle variazioni di bilancio contempla come approvate, manifestando apprezzamento e condivisione per l’avvenuta stabilizzazione del personale precario ARPA con contratto prossimo alla scadenza e l’elevazione del monte ore settimanale a favore del personale già stabilizzato ed in servizio presso Enti Locali con contratto a tempo indeterminato a partime.

 

Allo stesso tempo sdegno e vergogna per le modalità con cui l’ARS  abbia condiviso l’approvazione dell’Art. 97, di certo non per l’apporto in termini di incrementi economici al personale destinatario della norma a cui non possiamo che rivolgere i nostri sentiti auguri, ma per le modalità che trasudano di prepotenza, arroganza e sfregio delle istituzioni, al puto di calpestare le regole e il buon senso non fosse per altro che la norma "ad personam" interessa solo il comune di Enna, una riflessione e d’obbligo visti gli innumerevoli interventi registrati durante i lavori parlamentari da esponenti di maggioranza e opposizione che rivendicavano l’elevazione del monte a 36 ore settimanale a favore di tutto il personale precario in servizio presso i 391 comuni siciliani con la prossima legge finanziaria, perché questa corsa in avanti a favore di un solo comune per altro fino al 31 Dicembre 2026.

  

Che posizione dovrebbero assumere le Amministrazioni accantonate? cosa ne pensa l’ANCI Sicilia? e le altre Organizzazioni Sindacali che ultimamente si stracciano apparentemente le vesti per la nostra categoria?

  

Sdegno e vergogna anche per le affermazioni fatte dall’On.le Caronia che giustamente guarda al proprio tornaconto elettorale sostenendo l’elevazione del monte ore settimanale a 36, solo per il precariato Palermitano, suo bacino elettorale!

 

                                                       Giuseppe Cardenia