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Nessuno può permettersi di tergiversare o improvvisare su una situazione a dir poco allarmante, come di fatto è quella sui precari in Sicilia!

Le norme contenute nel Decreto legge prossimo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, con particolare attenzione quelle contenute all'art 4, titolato  "Disposizioni urgenti in tema di immissione in servizio di idonei e vincitori di concorsi , nonchè di limitazioni a proroghe di contratti e all'uso del lavoro flessibile nel pubblico impiego" muovono da una posizione oserei definire di parte e troppo rigida, da chi intende mettere ordine in modo sconsiderato più che dare risposte concrete al problema, considerando i destinatari della norma stessa non soggetti beneficiari ma imputati a cui accordare o meno un salvacondotto per scelte che non fanno fatto, ossia quelle di essere precari.

 Ebbene, possiamo condividere un'impostazione della norma che va nella direzione di affermare un principio , mai più un uso improprio dei contratti a termine nella Pubblica Amministrazione, tutelare i diritti maturati da altri soggetti , come possono essere vincitori di concorso, che per varie ragioni non hanno potuto beneficiare dell'immissione in servizio, ma tutto deve essere incluso in un raggionamento complessivo e armonioso, che tutela e salvaguarda i diritti del personale che con professionalità e coerenza a presta regolare servizio a favore delle proprie collettività nei vari livelli delle amministrazioni .

Non si può accettare che venga autorizzata la prosecuzione dei contratti in essere, subordinando questa alla condizione che l'ente presso cui si è assegnati predisponga le nuove piante orgnaniche approvi i relativi programmi triennali del fabbisogno personale e limitatamente alle figure  professionali che questa prevede possa essere autorizzata la proroga dei rapporti di lavoro oltre il 31 Dicembre 2013 e fino alla definizione delle procedure concorsuali che l'ente è chiamato a adottare e concludere  entro e non oltre il 31 dicembre 2015.

E' d'obbligo porsi la domanda, quali enti oggi vengono a trovarsi nella condizione di poter procedere al bando di concorsi e per quante unità, se non si concedono deroghe alle limitazioni vigenti in materia ?

Ebbene daccordo sul riordino della materia e sulle finalità che questa deve perseguire, senza passare per scorciatoie, ma il diritto alla continuità non và negato a nessuno, tanto meno possiamo accettare soluzioni imposte dall'alto come può essere il declassamento o la riduzione oraria del contratto , salvo che questa non sia una scelta soggettiva maturata e formalizzata dal diretto interessato.

                                 

                                                                                                            Il Segretario Generale

                                                                                                                   Giuseppe Cardenia