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L'Assemblea Regionale Siciliana si appresta ad avviare la discussione nelle Commissioni di merito e a Sala d'Ercole sull'approvazione dei due importanti documenti contabili e di programmazione, Legge Finaziaria e Bilancio pluriennale, come consuetudine scatta la corsa alla sponsorizzazione di norme a favore di questo e di quell'altro interesse politico, manifestando apparentemente interesse per varie problematiche a cui i siciliani sembrano essere condannati; mascherando di fatto sempre più con approssimazione e improvvisazione, l'operato inconsistente della deputazione eletta all'ARS e del governo .


Proprio sull'operato del Governo e sull'iniziativa sponsorizzata dall'Assessore al Lavoro On. Scavone, oggi sulla stampa, siamo fortemente preoccupati per ciò che si propone di sostenere con una norma a favore della stabilizzazione dei poco più di 5000 colleghi ancora oggi utilizzati in ASU, preoccupati non per la risposta che l'assessore per dovere istituzionale deve dare riconoscendo a questa categoria un diritto leggittimo più che fondato, che c'è ne guarderemmo bene dal contestare o ostacolare, ma per la precarietà nei contenuti contemplati dalla norma proposta; che, tutto farebbe tranne che "togliere le castagne dal fuoco" come è usuale dire in situazioni alquanto complicate, dove impropriamente s'intende far correre ad altri i pericoli di un'impresa (la categoria non beneficierebbe di un risultato vero e concreto), per poi trarre proprio vantaggio dal risultato (le amministrazioni locali rivendicherebbero consensi elettorali per il lavoro fatto).

Come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali continuiamo a sostenere che il personale ASU và assoggettato a norme che diano certezza alla loro stabilizzazione senza scendere a compromessi per mendicare un contratto a 13 ore settimanali, questo sarebbe l'impegno orario contrattualizzato con le 600 euro disponibili, attraverso la riconversione del fondo oggi destinato a pagamento sussidi a fondo per pagamento retribuzioni.


Così come annunciata oggi, la norma è al limite dell'impugnativa e dell'incostituzionalità, questo potrebbe andare bene se ciò serve a sostenere, che il governo regionale prima e l'ARS a seguire hanno ottemperato al proprio dovere istituzionale incuranti dei risvolti futuri, la possibile impugnativa da parte del Consiglio dei Ministri chiamato a pronunciarsi sulla leggittimità della norma stessa, sarebbe il capo per espiare le proprie colpe che ricadrebbero su quest'ultimo organo istituzionale assolvendo l'operato di chi in mala fede sta proponendo questo percorso.


Come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali, non possiamo condividere e sostenere tale proposta, quando questa oltre a non dare le risposte dovute ad una categoria (personale ASU) entrerebbe in conflitto con chi già all'interno degli enti presta servizio con contratto a tempo indeterminato partime a rivendica giustamente la ricontrattualizzazione a tempo pieno della propria condizione lavorativa, senza se esenza ma, con diritto di precedenza su ogni altra forma di reclutamento personale da parte delle rispettive amministrazioni, con l'avvio di contenziosi che porterebbero inevitabilmente alla paralisi delle procedure, se poi richiamiamo l'attenzione sugli enti in dissesto o con piani di riequilibrio approvati la situzione si presenterebbe alquanto ingestibile e senza via d'uscita.


Di tutto ciò abbiamo notiziato gli organi preposti, così come sollecitiamo i colleghi ad assumere posizione chiara e forte di contestazione sui rispettivi posti di lavoro al verificarsi delle ipotesi sopra rappresentate; il tutto non nel segno di contrapposizione alla stabilizzazione ASU, ma a favore di una stablizzazione che tuteli tutti senza arrecare danni ad altri, ma prima su tutti che ridia dignità ai lavoratori con una vera contrattualizzazione a 36 ore settimanali, impegnando gli amministratori locali ad assumere una posizione netta e forte a favore di diritti che non vanno svenduti ma affermati senza ledere i diritti altrui

 

                                         Il Segretario Generale

                                            Giuseppe Cardenia