Il 31 Dicembre è sempre occasione per fare bilanci sull’anno che volge al termine, quello del 2024 di certo ha segnato positivamente la condizione lavorativa di quasi 1.200 colleghi che hanno potuto porre fine ad un precariato trentennale apponendo la propria firma su un contratto a tempo indeterminato, questo grazie anche ad una sinergia d’intenti che hanno visto protagonisti gli amministratori locali dei comuni, i lavoratori dipendenti con contratto a tempo determinato e l’azione propositiva di questa segreteria regionale Dipartimento Politiche Attive del lavoro e del Precariato nella P.A. del CSA/RAL (ex MGL Regione e Autonomie Locali) che ha come sempre curato un ruolo di coordinamento delle iniziative e monitoraggio sulle procedure da porre in essere in armoniosa e proficua collaborazione con i Sindaci interessati a cui và il nostro sentito GRAZIE .

  

Dello stesso tenore non è l’umore di chi il contratto lo ha firmato da tempo e giustamente rivendicava una ricontrattualizzazione del monte ore settimanali a tempo pieno, come da NOI da tempo sosteniamo, perché doveroso è:

 

- riconoscere e retribuire il servizio prestato oltre l'ordinario monte ore previsto dal contratto sottoscritto, motivato com'è da carenza di personale e da elevati carichi di lavoro cui si è chiamati in prima persona e quotidianamente a fare fronte;

- non consentire a nessuno di rilegarci ad un futuro previdenziale incerto e precario per la quale tanto ci siamo spesi per venirne fuori .

 

Comprendo tutto e tutti, ma non posso giustificare chi ha memoria corta, chi ha rimosso il passato per discolparsi del proprio disimpegno sul presente; facile imputare colpe agli altri senza alcuna riflessione su ciò che in prima persona non si fà; come dire NO! a prestazioni fuori orario contrattuale, rimanere in servizio e non fruire dei propri diritti come congedi ordinari e altro per assecondare il volere di chi ha solo interesse di avvantaggiarsi del lavoro degli altri per interessi propri, agire in proprio a discapito del collega per accapararsi simpatie e favori da parte di amministratori e funzionari; comportamenti e azioni che condizionano e limitano l’azione sindacale che diversamente traggono forza dall’unità d’intenti nel comune agire .

 

L’augurio che mi sento di rivolgere oggi per il nuovo anno è quello che tutti in prima persona possiamo con forza e determinazione adoperarci per sostituire la terminologia “GLI ALTRI" con "NOI" e "IO", perchè solo così possiamo essere certi di fare breccia e rivendicare quella forza contrattuale che ci consentirà di concretizzare nuovi traguardi e obiettivi irrinunciabili come la ricontrattualizzazione a fulltime dei rapporti di lavoro in essere partime e recupero anni pregressi ai fini previdenziali.

 

                                                       Giuseppe Cardenia