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- Categoria: 2014
- Pubblicato Venerdì, 21 Novembre 2014 22:18
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Dobbiamo guardare con obbiettività senza mezze verità la problematica precariato enti locali, solo così possiamo venirne fuori isolando ciò che è superfluo e condiziona l’operato di chi altro non ha che interessi diversi, da una tanto auspicata soluzione definitiva alla vertenza occupazionale .
Troppe parole spese a vuoto, che dividono e contrappongono realtà diverse accomunate da un unico destino, bisogna avere il coraggio di affermare principi che nel modo più assoluto non possono essere messi in discussione, com’è il concetto stesso di “stabilizzazione” che a secondo a chi fa' riferimento assume una valenza diversa, sia nelle modalità quanto nelle priorità.
Non abbiamo fatto mai mistero del nostro modo di vedere e affrontare la problematica precariato, diversificando le procedure e la tempistica in relazione al personale dipendente a tempo determinato e al personale ASU , pur auspicando una soluzione complessiva e immediata di tutta la platea dei lavoratori interessati , non possiamo non evidenziare le difficoltà economiche, lo status giuridico di lavoratore , le norme che regolamentano la materia assoggettando questi a discipline diverse .
A differenza di quanti oggi alimentano aspettative e generano conflitti interni alla categoria per la
consapevolezza che ciò aiuta a gestire a proprio compiacimento gruppi più o meno consistenti di lavoratori e trarre a proprio vantaggio interessi che possono configurarsi in tesseramenti o forme astratte di pensiero, noi intendiamo essere come lo siamo sempre stati concreti e leali, prima di tutti con noi stessi .
Oggi non possiamo negare l’evidenza dei fatti in relazione alle forme contrattuali a tempo determinato, che vengono a trovarsi in una situazione di maggiore disagio rispetto a quelli che sono di puro assistenzialismo e come tali assumono priorità e necessitano di risposte immediate sul piano normativo .
A tal uopo risulta indispensabili riscontrare con la massima urgenza l’approvazione di alcune norme di legge che contemplano :
a) certezza sul trasferimento delle somme agli enti locali attraverso una modifica sostanziale del dettato normativo di cui all’art 30 comma 7 della legge 5/2014, rilegando l’accertato squilibrio di bilancio solo alla voce spesa personale ;
b) certezza sulla prosecuzione delle attività contrattuali oltre il 31/12/2014 attraverso modifiche sostanziali del dettato normativo di cui all’art 4 comma 9 bis della legge 125/2013;
c) certezza sulla legiferazione di norme che non limitano gli effetti a una prosecuzione delle sole attività ma diversamente affrontino in modo risolutivo il problema anche attraverso l’individuazione di un percorso che scongiuri il riproporsi della c.d. proroga di fine anno.
Oggi più di ieri siamo chiamati a vigilare sempre di più alla luce dei preoccupanti segnali che provengono dal presidente della Corte dei Conti sezione di controllo per la Regione Sicilia, con l'approssimarsi dell'esame della legge di stabilità e del bilancio regionale, non sono rassicuranti e avvallano le perplessità manifestate nel comunicato stampa di qualche giorno addietro, là dove riportiamo che la nomina dell'assessore al Bilancio e quello alla Funzione Pubblica nel nuovo esecutivo regionale "Crocetta ter" su indicazione del sottosegretario alla Presidenza De Rio non sono a caso ma bensì hanno il preciso compito di essere garanti per lo Stato centrale che chiede nuovi sacrifici a famiglie già in mezzo a una strada.
Tutto il resto chiacchiere di bottega .
M.G.L. Regione e Autonomie Locali
Dai forza al tuo Movimento!
Il Segretario Generale
Giuseppe Cardenia

