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- Categoria: 2014
- Pubblicato Giovedì, 27 Novembre 2014 08:01
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Se ci limitiamo solo ad apprendere la notizia così come riportata dagli organi di stampa, in ordine alla sentenza pronunciata dalla Corte di Giustizia Europea, che condanna lo Stato Italiano a sanare la posizione di migliaia di lavoratori in servizio con contratto a tempo determinato nella scuola, per violazione delle direttive CEE che regolamentano la materia, attraverso la reiterazione di più contratti a termine oltre il limite massimo dei 36 mesi; così come, l’avvenuta approvazione in commissione bilancio dell’emendamento che posticipaal 31 Dicembre 2015 il termine entro cui gli enti sono chiamati a porre in essere le procedure di stabilizzazione attraverso l’approvazione del piano triennale del fabbisogno personale, andando in deroga ai fini della prosecuzione dei contratti a termine oltre il 31 dicembre 2014; senza soffermarci nel merito delle singole e specifiche questioni, si rischia di generare aspettative e consolidare comportamenti che vanno a compromettere il lavoro fin qui fatto .
Come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali, riteniamo che le novità intervenute nel corso della settimana che sta per volgere a termine sono da ritenere sotto il profilo giuridico – normativo importanti, ma al contempo necessitano di interventi normativi urgenti e complementari sia a livello nazionale che regionale, diversamente abbiamo solo posticipato nel tempo una problematica che così come affermato dall’On Capodicasa firmatario dell’emendamento e componente della Commissione Bilancio alla camera dei deputati, non sarà riproponibile viste le difficoltà avute per motivarlo e farlo dichiarare ammissibile nella sessione dei lavori in corso corso nella giornata di ieri .
Entrando nel merito delle singole questioni , senza appesantire o divagare oltre ogni limite che può rendere incomprensibile l’esposizione dei fatti si precisa quanto segue :
- Nel merito, la sentenza pronunciata dalla corte di giustizia europea, dispone un’interpretazione letterale e corretta delle clausole 4 e 5 punto 1 dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato concluso il 18 marzo 1999 che figura nell’allegato alla direttiva 1999/70/CE ; contestando all’Italia in qualità di stato membro una mancata osservanza o peggio ancora un abuso.
Quanto sopra impone una rivisitazione normativa del decreto legge 368/2000 è un risarcimento del danno anche attraverso la riconversione a tempo indeterminato dei rapporti di lavoro a termine del personale docente e ATA, cui il Ministero della Pubblica Istruzione fà ricorso per supplenze annuali nella scuola, senza finalizzare questi alla reale e concreta esigenza funzionale per la copertura dei posti vacanti presso le sedi degli istituti interessati .
Ciò sancisce un principio che ben si adatta alla realtà dei precari degli enti locali e delle pubbliche amministrazioni in genere ; ma tutto non per automatismo, bisogna al di là delle azioni legali che possono e devono essere intraprese, valutare e riscontrare sul piano normativo le posizioni che intende assumere la politica alla luce di questo pronunciamento.
- Relativamente all’emendamento approvato in Commissione bilancio alla camera dei deputati, si richiama l'attenzione sulle motivazioni che hanno consentito la deroga, anche per l’anno 2015, alle procedure di stabilizzazione correlandole alle forti limitazioni sul piano normativo ed economico che di fatto hanno impedito rendeno impraticabili le stesse .
Di fatto l’emendamento non risolve il problema di fondo che rimane in tutta la sua consistenza , ma dà tempo per addivenire ad una soluzione , che passa attraverso una rivisitazione normativa delle procedure legate alla specificità e al numero dei precari in forza negli enti locali in sicilia ; procedure che devono essere normate con la massima urgenza , stante le disposizioni di legge che dal 1 gennaio 2015 entreranno a regime nella pubblica amministrazione e che appesantiranno ulteriormente e in modo irreversibile ciò che oggi è stato già impossibile attuare , il riferimento và al decreto legge 66/2014.
Riteniamo che oggi più di ieri serve l’apporto di tutti per pretendere una risposta definitiva e non un rinvio senza speranza , anche se l’emendamento può ritenersi opportuno per avere maggiore agibilità nel tempo che ci impegna ad agire subito e non in prossimità del prossimo 31 Dicembre 2015.
Il Segretario Generale
Giuseppe Cardenia

