MGL Si rischia seriamente di essere travolti dall’inettitudine di una classe politica incapace di operare e affermarsi come tale, in un contesto storico assai problematico fortemente insidiato da una corruzione dilagante senza pudore; dove l’arroganza, la presunzione, il malaffare, le compiacenze l’ha fanno da padrone sulle capacità, le professionalità, le competenze, le conoscenze, che un tempo caratterizzavano la statura politica di uomini e statisti che oggi solo in pochi sanno affermare, delimitando con forza limite tra il saper fare e l’improvvisare .

A pochi giorni dalla fine dell’anno dobbiamo fare i conti con un quadro sociale allarmante, aggravato com'è dalle tante incertezze economiche e da un sovrapporsi di norme che condizionano pesantemente la posizione lavorativa di migliaia di lavoratori facenti parte la categoria .

Bisogna attendere che la Commissione Bilancio al Senato completi l'esame degli emendamenti presentati alla legge di stabilità, per conoscere sè la deroga all’art 4 comma 9 e 9 bis della legge 125/2013 anche per l'anno 2015 è una certezza,  per dare continuità di lavoro oltre il 31 dicembre 2014 a migliaia di lavoratori a tempo determinato, con particolare attenzione a quanti prestano servizio presso enti in predissesto o in dissesto.

Bisogna attendere fino al 30 Dicembre 2014 per avere contezza della norma che approva l’esercizio provvisorio per i primi quattro mesi del 2015, strumento essenziale per qualsivoglia ragionamento in termini di bilancio economico e copertura finaziari ai vari provvedimenti legislativi, così sembra aver deciso la conferenza dei capigruppo oggi a Palazzo dei Normanni, dopo aver preso atto della mancata predisposizione della bozza di bilancio che il governo si era impegnato a presentare e approvare in giornata senza nulla di fatto.

La proroga data troppo per scontata, è subordinata oltre che alla predisposizione e approvazione della bozza di bilancio dell’esercizio provvisorio anche al reperimento delle dovute  e giuste risorse economiche ; messe in dubbio o fortemente ridimensionate dai tagli che il Governo ha annunciato per recuperare poco più di un miliardo; ciò a testimanianza di quanto avevamo manifestato il giorno dopo l'insediamento del nuovo assessore al bilancio Baccei, espressione diretta del Premier Renzi, ritenuto come un vero e proprio commissariamento della regione siciliana.

Se a questa complicata vicenda, prendiamo in esame il cambio di guardia alla giuda del dipartimento regionale alle finanze operata in giornata dal Governo  con la nomina del nuovo dirigente Dott. Sammartano a posto del Dott Pisciotta, permetteteci di alimentare forti preoccupazioni sui giorni che seguiranno.

La legge di stabilità in discussione in Commissione bilancio al Senato, sta affrontando anche un’altra problematica che non esclude ricadute negative e ritorsioni sugli enti locali e sui precari che presso questi prestano servizio, il riferimento và al personale dipendente delle dismesse province regionali a cui si sta cercando una nuova collocazione tramite procedure di mobilità e non è escluso a priori una collocazione presso comuni e enti pubblici diversi .

In relazione alla tanto sbandierata soluzione del precariato nella pubblica amministrazione, con esplicito riferimento alla sentenza pronunciata dalla Suprema Corte di Strasburgo che condanna l’Italia quale stato membro della comunità europea ad osservare le direttiva in materia di contratti a termine, ripetutamente violate con la reiterazione di più contratti a termine oltre il limite temporale massimo di trentasei mesi, confermiamo le nostre perplessità circa l’automatismo di riconversione dei contratti da tempo determinato a indeterminato, veicolato come messaggio distorto e viziato per altri interessi .

Da una prima lettura della sentenza fatta dai nostri legali sembrerebbe che l’applicazione della sentenza non comporta una sanatoria tou curt dell’illecito accertato, attraverso una riconversione del rapporto a tempo indeterminato, ma diversamente riconosce la possibilità in capo al lavoratore interessato di indire una procedura legale attraverso cui per espressa volontà del giudice avere riconosciuto il danno , sanzionabile in una riconversione del rapporto atempo indeterminato  o in una quantificazione economica pari ad un numero di mensilità da corrispondere.

In merito a quanto sopra và precisato che la sentenza, obbliga lo Stato italiano a prenderne atto e rivedere la propria normativa vigente sui  rapporti a tempo determinato attraverso una rivisitazione del decreto legge 368/2000; è di oggi la dichiarazione del Presidente del Consiglio Renzi che per la giornata del 24 Dicembre p.v. nella seduta del Consiglio dei Ministri saranno predisposti  due decreti attuativi della legge delega sul Jobs Act, legge che il Ministro per il Lavoro Giuliano Poletti ha indicato, rispondendo ad alcune interrogazioni in aula poste la scorsa settimana, come opportunità per fare proprie le contestazioni mosse dalla Suprema Corte di Giustizia Europea e procedere in ordine ai contratti a tempo determinato,  regolamentando le modalità attuative e l'applicazione .

Tutto ciò premesso, riteniamo essenziale e vitale per il nostro comune futuro di lavoratori dipendenti della pubblica amministrazione, rinnovare con forza l’appello a tutto il personale interessato a non distrarsi dal vero problema tanto più dare credito e andare dietro ai tanti pifferai magici per scongiurare la fine che la favola ci insegna .

Ancora una volta abbiamo avuto ragione su ciò che ieri altri ci contestavano, ancora una volta vi invitiamo a sostenere una proposta credibile su cui spenderci senza se e senza ma, convinti come siamo che questa non passa nel modo più categorico  nè attraverso il decreto 101 convertito in legge 125/2013, i decreti legge  90/2014 e 66/2014, la legge regionale 5/2014, nè tantomeno attraverso il declassamento o la riduzione delle monte ore di contratto;  ma bensì muove dalla consapevolezza che dietro i numeri ci sono famiglie che hanno programmato il proprio futuro, hanno e continuano a contribuire al tessuto socio-economico delle realtà locali dove hanno deciso di crescere i propri figli, hanno maturato professionalità e competenze.

  

                                           Il Segretario Generale

                                                 Giuseppe Cardenia