Nessuna battuta d’arresto, anzi continua inesorabile la nostra azione sindacale su tutto il territorio regionale sfidando le temperature estive, di certo non favorevoli per accumulare Km che ci portano ad essere quanto più possibili presenti nelle varie realtà territoriali della Sicilia, finalizzando il tutto ad una necessaria e capillare informativa propedeutica ad una presa di coscienza sia del personale quanto delle amministrazioni locali sulla problematica e sui tempi non più dilatabili e la presa d’atto su un inevitabile ritorno in piazza .

 

Come segreteria del Dipartimento Regionale Politiche Attive del lavoro e del Precariato nella P A. del CSA/RAL , non intendiamo sottrarci agli impegni assunti con la categoria, tanto meno delegare ad altri ciò che da sempre abbiamo affrontato in prima persona, parlando del nostro comune problema sociale che guarda prioritariamente alla ricontrattualizzazione del monte ore settimanale così come al riscatto degli anni di utilizzazione in LSU/ASU ai fini previdenziali con oneri a carico dello Stato centrale salvo una possibile e condivisibile percentuale di compartecipazione a carico del lavoratore dipendente interessato.

 

L’attenzione massima al momento è rivolta ai lavori in commissione Bilancio e Affari istituzionali all’ARS impegnate come sono nella definizione delle variazioni di bilancio non tanto per la soluzione definitiva alle problematiche attenzionate ma per una predisposizione a volere procedere come da impegni assunti lo scorso 4 Giugno nell’incontro tenutosi nella Sala Piersanti Mattarella all’ARS, a margine del quale abbiamo registrato una volontà condivisa trasversalmente da tutte le forze politiche intervenute, a procedere e riconoscere quanto da Noi rivendicato .

 

Se da una parte sosteniamo con forza la ricontratualizzazione del monte ore settimanale di tutto il personale oggi in servizio con contratto a tempo indeterminato e partime negli enti locali a tutela delle loro posizioni lavorative, sottraendolo a interventi tamponi e alquanto arbitrari delle integrazioni orarie, dall’altra non possiamo fare a meno di contestare in tutte le sedi istituzionali l’uso e abuso di questo istituto per sopperire a carenze di personale e al numero di ore limitate contrattualizzate che condizionano pesantemente l’erogazione dei servizi.

 

Un istituto non contemplato dal CCNL del comparto e come tale esitato in violazione delle norme che regolamentano il rapporto di lavoro nella P.A., che diversamente prevedono e regolamentano il ricorso a prestazioni di lavoro eccedenti l’ordinario contratto stipulato, assoggetandolo a percentuali entro cui potere agire e il riconoscimento di maggiorazioni sulle retribuzioni da corrispondere, previa costituzione di apposito fondo di cui non vi è alcuna traccia .

 

                                               Giuseppe Cardenia