Non rimandiamo a domani ciò che siamo chiamati a fare oggi!

 

Tutti indistintamente, confidando in un’azione comune, mirata e determinata portata avanti contestualmente su tutto il territorio regionale possiamo concretizzare risultati che non possono essere più disattesi.

 

In 35 anni di precariato e di lotte sindacali, i tempi della politica non sono mai coincisi con gli interessi della nostra categoria, l’azione sindacale posta in essere da tempo ed alimentata quotidianamente attraverso un pressing che ci ha portato a presidiare costantemente commissioni parlamentari, assessorati regionali, l’ARS, Palazzo d’Orleans e così via, interloquendo direttamente in prima persona con tutti gli attori istituzionali interessati, investendoli direttamente della problematica posta al centro dell’attenzione politica, è stata sempre supportata da iniziative di lotte e manifestazioni che hanno inciso sui confronti portati avanti .

 

Oggi l’azione sindacale portata avanti senza tempo ne quartiere, come Dipartimento Regionale Politiche Attive del Lavoro e del Precariato nella P.A. – CSA/RAL, risente del mancato apporto della categoria che per varie ragioni e vicissitudini che non sto qui a richiamare è assente, necessità subito un cambio di rotta che attraverso iniziative spendibili su tutto il territorio regionale si legittimi e avvalori il lavoro portato avanti, prova né è l’incontro del 4 Giugno scorso all’ARS dove l’esemplare partecipazione dei amministratori e colleghi hanno spronato tutta la classe politica ad assumere posizione nei confronti delle rivendicazioni da Noi fatte.

 

 

Oggi come ieri non possiamo perdere più tempo ed intraprendere iniziative concrete capaci di fare emergere in tutta la sua criticità la condizione lavorativa e il ruolo importante a cui assolviamo giornalmente sui posti di lavoro ognuno per quanto di competenza, per riportare al centro dell’attenzione la problematica riconoscendogli la priorità ad essere trattata nelle sedi preposte .

 

La troppa disponibilità non paga, bisogna assolvere al proprio dovere di dipendente della Pubblica Amministrazione nel rispetto dei diritti che il CCNL ci riconosce, da subito senza se e senza ma, atteniamoci al contratto sottoscritto nessuna ora in più che ecceda il monte ore contrattualizzato salvo i casi in cui per comprovate esigenze di servizio e previa disposizione di servizio che riconosce la retribuzione per le ore eccedenti, che di certo sono da intendere limitate e contenute nel tempo ed espletate nel rispetto di quanto prescritto dal CCNL in materia di lavoro partime, da non configurare come integrazione oraria (istituto non contemplato dal CCNL).

 

A quanti hanno sommato ore in eccedenze per prestazioni oltre quelle previste da contratto da fruire a riposo compensativo, l’invito a presentare nell’immediato istanza per fruire di tutte le ore di riposo maturate a compensativo, così come chi ha assommato un numero di ferie eccedenti quelle regolarmente maturate nell’anno solare, l’invito a rientrare nei limiti e nelle disposizioni che regolamentano detto istituto, presentando regolare istanza per beneficiarne .

 

Solo così facendo, nel rispetto del dettato contrattuale, saremo in grado di porre in essere una delle più grandi iniziative di lotta che la categoria abbia adottato in tutti questi anni rimanendo sui posti di lavoro ma mettendo in crisi la funzionalità delle amministrazioni locali, solo così possiamo sortire gli effetti auspicati.

 

Domani con 500 euro di pensione perché di questo si tratta, sarà troppo tardi rivendicare il passato, le amministrazioni locali a cui oggi apportiamo il nostro insostituibile contributo in termini di competenze e professionalità, guarderanno avanti facendo riferimento alle nuove leve a nuovi dipendenti, perché è importante ricordare che per queste siamo solo numeri .  

 

                                                     Giuseppe Cardenia