- Dettagli
- Categoria: 2014
- Pubblicato Giovedì, 13 Novembre 2014 14:35
- Visite: 9966
Al nostro silenzio non corrisponde mai un nulla di fatto ! Bensì una pausa, per indurre coloro che danno sempre per scontato ciò che non è, ad una attenta riflessione sulle criticità che ogni giorno riscontriamo sul nostro cammino e far comprendere le difficoltà oggettive a procedere per la conferma dei contratti in essere oltre il 31 Dicembre 2014 .
Non vogliamo essere presuntosi nell’affermare che fino a qualche mese fa' eravamo i soli ad attenzionare ciò che oggi è divenuto di comune interesse ai tanti improvvisati professionisti del precariato, questi possono negare l’evidenza dei fatti alle sparute platee di colleghi che radunano qua e là per la sicilia accomunati dalla disperata quanto giustificata voglia di acquisire conoscenza sul proprio futuro, ma non certamente a noi, che sappiamo bene chi sono, cosa hanno fatto e quali sono i loro veri interessi .
Non possiamo certamente dimenticare ciò che noi sostenevamo in piazza il 16 Dicembre 2013 davanti Palazzo dei Normanni in 300 su 18.000, mentre chi oggi si manifesta sensibile e attento al problema chiudeva accordi con il governo Crocetta dispensando serenità e soddisfazione per l’approvazione dell’art 30 della legge regionale n. 5/2013, salutandolo come la soluzione del precariato in sicilia annunciando a carattere cubitali sulla stampa la prosecuzione di tutte le attività fino al 31 Dicembre 2016.
Non possiamo non manifestare il nostro dissenso nei confronti di una classe politica poco attenta e presa da altri interessi di corte, nell’apprendere in prima persona che la maggioranza di questi non si è resa conto di ciò che ha approvato con l’art 30 sopra menzionato, il riferimento in modo esplicito và all’impegno finanziario assunto per il triennio 2014/2016 con l’istituzione del fondo straordinario di cui al comma 7 del medesimo articolo, trascurando un fatto sostanziale, che il trasferimento di queste risorse agli enti non è così scontato come negli anni pregressi, ma è subordinato a un piano di riparto, che l'assessorato regionale alla funzione pubblica non ha ancora approvato e al ricorrere di presupposti normativi e finanziari ben precisi; come ribadito dalla Corte dei Conti – Sezione di controllo per la Regione Siciliana che si è pronunciata nel merito con proprio parere n. 188/2014/PAR del 28/10/2014.
Ciò che la Corte dei Conti afferma, oltre a ribadire che non avviene in modo automatico il trasferimento delle risorse economiche agli enti interessati, viene in soccorso a quanto da noi ripetutamente abbiamo affermato anche tramite i vari comunicati pubblicati su questo portale in ordine ai pagamenti dovuti al personale precario in forza agli enti e precisamente che, l'art 30 della L.R. 5/2013 dispone e demanda a carico degli enti l'onere a corrispondere mensilmente i compensi dovuti, senza operare alcun distinguo con il personale a tempo indeterminato; stante che l’abrogazione delle norme disposta ai sensi dell'art 30 comma 6 della LR5/2014, limitatamente alla parte economica, non riconosce più alcun contributo o quota di compartecipazione agli enti medesimi per i contratti a tempo determinato in essere, ma diversamente, un trasferimento di risorse all’ente per compensare eventuali squilibri di bilancio accertati a consuntivo per effetto dell'art 30 comma 6 sopra citato .
Altro pronunciamento della Corte di Conti – Sezione di controllo per la Regione Siciliana reso con parere n. 192/2014/PAR del 6 /11/2014 riguarda i presupposti e le condizioni che deve riscontrare l’ente locale interessato, ai fini di dare attuazione al dettato normativo di cui all’art 4 commi 6 e 9 della legge 125/2013; parere che non obbliga ma condiziona di certo il percorso .
I pareri resi dalla Sezione di Controllo per la Regione Siciliana sopra richiamati, su esplicita richiesta del Comune di Vita in provincia di Trapani, hanno il sapore del danno oltre la beffa. Riteniamo, che l’amministrazione poteva fare riferimento più sui funzionari alle proprie dipendenze, lautamente pagati per studiare e comprendere le norme e sui pareri dell’Ufficio legale e legislativo della regione siciliana a cui poteva inoltrare le specifiche richieste , che rappresentare alla Corte dei Conti problematiche dall’esito quasi scontato, con ricadute negative sull’operato delle amministrazioni presenti sul territorio della regione siciliana; tanto più che già in passato la stessa Sezione di Controllo interpellata dal comune di Alcamo, sempre della provincia di Trapani; in occasione della legge regionale 24/2010, aveva reso già pareri similari .
In ultima analisi, vorrei precisare che, alcune affermazioni rese da presunti personaggi, che in queste ultime settimane calcano la scena del precariato enti locali, dimostrando apparente conoscenza della materia, risultano del tutto infondate; di fatto quanto da me riportato nell’ultimo comunicato stampa in ordine alla direttiva del Consiglio del 28 giugno 1999, n. 1999/70/CE relativa all’accordo quadro CES, UNICE, CEEP sul lavoro a tempo determinato, viene confermato fino a prova contraria e diversa normativa di legge o fondati pronunciamenti giuridici in materia .
Il Segretario Generale
Giuseppe cardenia

