Comunicato Stampa 20 Settembre 2023
NON DEMORDIAMO !
La posta in gioco è troppo alta per distrarsi e/o voltarsi da un’altra parte; bisogna ragionarci ora sul dopo fine contratto e non dopo, sarebbe troppo tardi e inesorabilmente senza via di ritorno la strada imboccata.
Non possiamo avere fatto lotte per un trentennio per concretizzare un valido rapporto di lavoro con la P.A. e poi, andare in quiescenza con una pensione da fame che non ci consentirebbe di vivere un futuro sereno; quindi agire subito, per porre le basi che diano solidità al nostro domani e gratificano gli impegni dei tanti che si sono spesi in prima persona, una condizione sociale che solo chi li ha vissuti in prima persona e a proprie spese può comprendere e dare il giusto valore.
Pronti a sostenere l’azione sindacale intrapresa la scorsa settimana come segreteria regionale Dipartimento Politiche Attive del lavoro e del Precariato nella P.A. – CSA/RAL per dare forza e vigore alle trattative istituzionali che vanno avanti senza sosta.
La ricontrattualizzazione a 36 ore settimanali dei rapporti di lavoro partime è un preciso dovere che la Politica ha nei confronti di una platea che incondizionatamente presta servizio senza limiti di tempo per garantire la funzionalità della macchina amministrativa che opera e produce nei 391 comuni siciliani e altri decini di enti sul territorio regionale.
Tra le priorità non vi è dubbio che merita massima attenzione la condizione cui vengono a trovarsi oggi da oltre 20 anni circa 1.200 lavoratori dipendenti con contratto a tempo determinato in servizio presso enti in dissesto, impossibilitati a beneficiare delle procedure di assunzione diretta ai sensi dell’art 20 comma 1 del Decreto 75/2017 così come normato in ambito Regione Sicilia conl la legge 27/2016 e s.m. e i , non ultima la legge regionale n.1/2019 .
Procedure di stabilizzazioni (Art 20 comma1) prossime alla scadenza del 31/12/2023, che se non attuate entro tale termine, estromettono una platea di 1.200 lavoratori dalla soluzione, solo per scelte che non hanno fatto, ovvero quello di prestare servizio presso enti in dissesto .
Tra le priorità, questa riveste carattere d’urgenza e necessita immediate risposte , proprio su questo domani saremo presenti ancora su Palermo.
Giuseppe Cardenia
Comunicato Stampa 22 Giugno 2023
La politica che negli ultimi trent’anni ha governato la problematica precariato storico degli enti locali e non solo, non può oggi sottrarsi alle proprie responsabilità o peggio generare e alimentare discordia fra protagonisti di un’unica tragedia, tutta siciliana; non può affrontare questa a proprio uso e consumo, non tenendo in debita considerazione una platea di poco più di 12.000 famiglie che attendono ancora una risposta esaustiva che porti a compimento un percorso che negli anni è stato oggetto di serrati confronti istituzionali, il riferimento è al personale dipendente in servizio con contratto a tempo indeterminato partime con orari settimanali che nel 80% dei casi variano da 18 a 24 , con l’aggravante che parte di questi circa 1.200 attendono ancora la riconversione dei contratti da tempo determinato a indeterminato perché in servizio presso enti in dissesto e/o con piani di riequilibrio finanziari approvati.
Come MGL Regione e Autonomie Locali ieri e come Dipartimento Politiche del Lavoro e del Precariato P.A. – CSA/RAL oggi rilanciamo le proposte a soluzione e chiusura di una vertenza trentennale, che non può prescindere da una priorità rispetto ad altre forme di reclutamento ivi compresa la stabilizzazione di altre forme di precariato, imputando la spesa a carico dei bilanci delle rispettive amministrazioni di riferimento .
Abbiamo formulato e depositato ieri come CSA, la nostra proposta in I Commissione parlamentare all’ARS come concordato a margine dell’audizione avuta lo scorso 9 Giugno che tenendo conto di tutto il precariato, stabilizzazione personale ASU compresa, muove da una priorità imprescindibile chiudere con il precariato pregresso ricontrattualizzando tutto il personale dipendente oggi in servizio a par-time sia con contratto a tempo indeterminato che determinato a 36 ore settimanali, senza sconti !
Giuseppe Cardenia
Comunicato Stampa 8 Giugno 2023
Si sono svolte nella tarda mattinata di oggi in I Commissione all'ARS presieduta dall'On. Ignazio Abate le audizioni sulla problematica del precariato storico degli enti locali alla presenza del capo di gabinetto dell'assesore agli enti locali e dell'assessore Albano in rappresentanza del governo regionale.
Come OS CSA/RAL presente al tavolo con Giuseppe Badagliacca, Giuseppe Cardenia , Fernando Stazzone e Gianluca Cannella abbiamo denunciato in modo esplicito le criticità che si riscontrano quotidianamente sul territorio e la poca attenzione riservata dalla politica alla platea dei circa 13.000 dipendenti in servizio con rapporti di lavoro a tempo determinato e indeterminato di cui il 90% di questi con rapporti a tempo parziale che oscilla tra le 18 e 34 ore settimanali .
Il mio intervento è stato utile e necessario per dare voce alla categoria, puntando dritto al cuore del problema, rivendicando un intervento legislativo urgente da parte della Regione Siciliana che riscontri la necessità di una ricontrattualizzazione a fulltime dei rapporti di lavoro in essere a tempo parziale, perché è insostenibile che un ente possa andare avanti facendo leva sulla disponibilità del personale dipendente in servizio per sopperire alle carenze di altro personale andato in quiescenza, chiedendo prestazioni di servizio in eccedenza rispetto all’ordinario orario di lavoro settimanale, compensando questo solo con riposo l'elevato senza riconoscere alcuna retibuzione, motivando il tutto proprio per carenza di personale ed ordinarie esigenze istituzionali dell’ente stesso.
Ho richiamato l'attenzione su ciò che risulta incomprensibile e irragionevole, ovvero come sia possibile a distanza di 24 mesi dall’approvazione del decreto legge 80 del 2021 da parte del governo nazionale poi convertito in legge n. 113 nell’agosto 2021, che non abbia trovato seguito il tavolo istituzionale formalmente costituito ai sensi dell'art 3 quater, dove ANCI Sicilia, MEF e Governo Regionale sono chiamati a sedere per affrontare la problematica trattata, con priorità quella relativa alla mancata riconversione dei 1200 contratti a tempo indeterminato, in quanto personale in servizio presso enti in dissesto e come tali assoggettati a parere della COSFEL; nonostante le decine di sollecitazioni ed incontri da Noi fatti nella passata legislatura, al precedente assessore alle autonomie locali Zambuto, in continua trasferta su Roma ma senza concretizzare mai alcunchè .
Altro aspetto posto in evidenza quello relativo alla tempistica e alle modalità per cui ci si intende spendere, per dare risposte che non concedono più tempo e rinvii, tenendo conto dell’intera platea dei lavoratori precari, il riferimento và al personale ASU a cui non può essere negato un diritto quella della contrattualizzazione della propria posizione; senza che ciò si materializzi a danno di altri precari, che nella P.A. prestano già servizio con rapporto di lavoro subordinato .
Così come necessitano direttive chiare, che rispettando l’autonomia degli enti, indirizzi questi ad agire con correttezza istituzionale guardando prioritariamente al personale già assegnato all’ente, prima di attivare procedure per reclutare altro personale dall’esterno, fatti salvi i casi in cui, non si riscontri tra platea, personale con specifici profili professionali e/o apicali .
Cannella intervenendo, ha tenuto a precisare che nessuna integrazione oraria da parte della Regione è prevista a favore del personale c.d “contrattista” a cui gli enti potevano fare riferimento, così come stava emergendo dalla discussione in corso, diversamente trattavasi di norma esitata a favore del personale ASU per la concessione di un contributo quinquennale ai fini della loro stabilizzazione .
A margine dei lavori abbiamo rivolto l'invito alla Presidenza della Commissione Affari Istituzionali all’ARS a porre in essere nell’immediato percorsi che, tenendo conto di quanto oggi rappresentato, possano porre fine ad ogni forma di precariato, riconoscendo dignità ai lavoratori, scongiurando un futuro da nuovi poveri, per l’assenza di una forma previdenziale ai fini pensionistici assai incerta.
Invito accolto dal Presidente Abate, che si è impegnato a dare continuità ai lavori avviati, convocando a breve un nuovo incontro istituzionale, che preveda la partecipazione ai lavori oltre che delle OO.SS. , anche degli assessori regionali con delega Autonomie locali, Lavoro e Bilancio, nonché dell’ANCI Sicilia .
GIUSEPPE CARDENIA