Comunicato Stampa 20 Febbraio 2024
La Camera dei Deputati ha approvato ieri il disegno di legge di conversione del decreto Milleproroghe, da oggi il decreto che deve essere convertito in legge entro il prossimo 28 Febbraio è passato all'esame del Senato, dove sarà posta la fiducia, non consentendo più modifiche al testo; la delusione inutile dire è tanta per la mancata approvazione dell'emendamento presentato per la stabilizzazione dei 1200 colleghi in servizio presso enti in dissesto sul territorio della Regione Siciliana, non fosse per altro che aveva fatto ben sperare dopo l'ammissibilità dello stesso e la convergenza di più parti politiche di maggioranza e opposizione che ne avevano sottoscritto la condivisone e sostenibilità, ma sopratutto per la disponibilità manifestata dai funzionari del MEF a concedere nulla osta alla bollinatura della Ragioneria previa certificazione da parte degli Uffici preposti della Regione Sicilia che certificassero la copertura di spesa al 2038, certificazione disattesa che ha comportato il definitivo accantonamento e la riscrittura dello stesso solo in termini di proroga per l'anno 2024 .
Proroga che gli enti potranno deliberare solo e subordinatamente all'approvazione della legge di conversione del decreto milleproroghe, stante che la norma regionale approvata lo scorso 9 gennaio dall'ARS a tutt'oggi non ha sortito effetti vista l'assenza di direttive da parte del competente Dipartimento regionale Autonomie Locali , oggi in forte contraddizione con la norma contemplata nel decreto milleproroghe che dispone e autorizza il ricorso alla proroga solo per l'anno 2024 .
Non abbiamo dubbi in capo a chi imputare precise responsabilità per il grave danno arrecato a 1200 famiglie siciliane con la mancata approvazione dell'emendamento per la loro stabilizzazione, motivate da disinteresse e assenza delle istituzioni regionali, prima su tutte del Presidente della Regione Siciliana che continua a sottrarsi ad un confronto con questa segreteria regionale del Dipartimento Politiche Attive del Lavoro e del Precariato nella P.A. del CSA/RAL oltre che con gli amministratori degli Enti interessati, stante le reiterate richieste di audizioni formulate con carattere d'urgenza.
Di certo non sarà questo a limitare la nostra azione sindacale, convinti come siamo di avere sposato una giusta causa per la quale bisogna spendersi senza se e senza ma ma nell'interesse prioritario di un diritto negato a 1200 colleghi ovvero quello della mancata ricontratulaizzazione degli stessi a tempo indeterminato; così come altrettanto importante e prioritaria è e rimane la ricontrattualizzazione dei rapporti di lavoro partime a 36 ore settimanali , per la quale và avanti la programmazione della mobilitazione regioanle per il prossimo mese di Marzo.
Giuseppe Cardenia
Comunicato Stampa 8 Febbraio 2024
Va avanti senza sosta, l’interlocuzione avviata da questo Dipartimento Regionale Politiche Attive del Lavoro del Precariato P.A. del CSA/RAL, sulle problematiche del precariato storico degli enti locali, richiamando l’attenzione sulle priorità che rivestono carattere d’urgenza ed emergenza sociale, prima su tutte quella dei 1.200 colleghi in servizio presso enti in dissesto, che si sono visti tutelati nella continuità dei rapporti di lavoro a fare data dal 1 Gennaio 2024 solo e grazie all’intervento delle rispettive amministrazioni di riferimento che ricorrendo a Ordinanze Sindacali hanno scongiurato il fermo delle attività e con queste la paralisi dei servizi, sopperendo a quel vuoto legislativo venutosi a determinare per indifferenza della Politica Regionale e nazionale che non ha esitato a tempo debito alcun provvedimento normativo a loro favore.
L’art 63 della legge regionale n. 3/2024 pubblicata lo scorso sabato, pur contemplando la proroga dei contratti senza soluzione di continuità fino al 2025 a fare data dal 1 gennaio 2024, potrebbe non sortire gli effetti auspicati, stante che come in precedenza avvenuto per l’art. 3 comma 3 della l. r. 35/2021 anche questa presenta profili di illegittimità costituzionale per violazione dell’art 81 Cost. ed eccede dalla competenza legislativa attribuita alla Regione dal proprio Statuto speciale (legge cost. n. 2 del 1948) e pertanto rischia di essere impugnata ai sensi dell’art. 127 Cost.
L’emergenza e l’urgenza nell’affrontare la problematica dei 1.200 lavoratori dipendenti sta proprio nel tutelare la loro posizione sia ai fini della ricontrattualizzazione dei rapporti di lavoro in essere a tempo indeterminato, ma ancora prima nel garantire la loro permanenza in servizio, rivendicando l’approvazione del testo di
emendamento in discussione al Parlamento nazionale che a nostro dire riscontra i due aspetti della vertenza.
Ancora un appello ai Sindaci a fare oggi quello che non potranno fare più domani, investendo alle proprie responsabilità la deputazione regionale e nazionale, impegnando il Presidente Schifani e il Governo tutto ad assumere subito posizione.
Ci siamo chiesti a quali conseguenze andranno incontro i 1200 colleghi là dove l’art. 63 viene impugnato e Roma non approva l'emendamento presentato al disegno di conversione in legge del Decreto Milleproroghe oggi all’esame delle due Camere del Parlamento Nazionale, rendendo inutilizzabili le risorse accantonate fino al 2028 nel Bilancio della Regione Siciliana, per assenza di norma di riferimento ???
Per queste ragioni esorto i 1.200 colleghi a non dormire sonni tranquilli, noi stiamo facendo la nostra parte ma Voi dovete fare la vostra prima che sia troppo tardi !
Altra problematica che oggi emerge nella sua gravità, è quella correlata all'art 10 della l.r 1/2024 che interessa la categoria ASU, che pur destinando risorse economiche a loro favore per la continuità delle attività socialmente utili presso le rispettive amministrazioni e per le procedure di stabilizzazione, al comma 5 del medesimo articolo 10 subordina la disponibilità e l'utilizzo delle risorse all'emanazione di un Decreto del Ragioniere Generale su proposta del Dipartimento Regionale del Lavoro, previa deliberazione in Giunta di Governo regionale delle variazioni di bilancio necessarie all'iscrizione delle somme nell'apposito capitolo di rifetimento al personale ASU, ciò comporta ritardi nell'erogazione del sussidio mensile a fare data dal mese di Gennaio .
Va Avanti intanto la programazione della manifestazione regionale per il prossimo mese di Marzo, irrinunciabile per riportare al centro del confronto con le istituzioni regionali la ricontratualizzazione dei rapporti partime a 36 ore settimanali .
Giuseppe Cardenia
Comunicato Stampa 5 Febbraio 2024
E’ stata pubblicata sabato sulla GURS n. 7, la legge regionale n. 3 del 31 Gennaio 2024 titolata “Disposizioni varie e finanziarie” che all’art 63 contempla disposizioni in materia di personale precario consentendo agli enti interessati di richiamare a riferimento la norma, per deliberare la prosecuzione senza soluzione di continuità a fare data dal 1 gennaio 20024 dei contratti in scadenza lo scorso 31 Dicembre 2023 fino al 31 Dicembre 2025 .
La norma se da un lato dispensa serenità, tentando di colmare un vuoto legislativo, disponendo la prosecuzione delle attività fino al 2025, continuità dal 31/12/23 ad oggi garantite grazie all’intervento sostitutivo dei sindaci che con proprie ordinanze hanno scongiurato il blocco dei servizi negli enti locali in dissesto e/o con piani di riequilibro a cui la norma si rivolge, dall’altro porta con se mille contraddizioni e l’incognita impugnativa da parte del Consiglio dei Ministri perché esitata in violazione del principio costituzionale che demanda la materia alle competenze dello Stato
Ciò premesso, come segreteria del Dipartimento Regionale Politiche Attive del Lavoro e del Precariato della P.A. CSA/RAL, sollecitiamo i 1200 colleghi interessati dalla norma a non distrarsi e pretendere la soluzione non il rinvio del problema, soluzione che al momento e sul tavolo del Paramento Nazionale, contemplata come emendamento alla legge di conversione del Decreto Milleproroghe che va supportata e difesa, attraverso l’intervento politico bipartisan, consapevoli che non possiamo permetterci di rinvii e bocciature , a tal uopo vi sollecitiamo ad intervenire in mattinata presso le rispettive amministrazioni chiedendo l’intervento politico delle stesse presso la Regione Siciliana e nel merito chiedendo urgente audizione al Presidente Schifani perché possa rappresentare nell’immediato quanto attenzionato al Parlamento Nazionale .
Abbiamo sollecitato l’intervento degli amministratori presso le rispettive prefetture, sollecitato gli stessi a formalizzare richiesta urgente d’incontro a Palazzo d’Orleans, ma siamo consapevoli che l’intervento diretto dei colleghi assume un peso e una valenza maggiore, per queste ragioni attendiamo in mattinata riscontro .
Sul fronte ricontrattualizzazione del monte ore settimanali a 36 di tutti i rapporti a partime confermiamo la programmazione di una mobilitazione regionale per il prossimo mese di Marzo su Palermo, convinti come siamo che la problematica non può e non deve rimanere circoscritta nell’ambito del palazzo comunale ma portata all’attenzione della stampa e delle istituzioni regionali ; dare seguito all’azione sindacale da mesi intrapresa senza demordere o concedere alibi a nessuno .
Giuseppe Cardenia
Comunicato Stampa 1 Febbraio 2024
E' la prima volta dopo 30 e più anni di precariato che la Regione Siciliana per il tramite del suo Dipartimento Regionale alle Autonomie Locali si trincera dietro un silenzio assordante che non giustifica il suo operato sulla mancata disposizione di proroga dei contratti in scadenza lo scorso 31 Dicembre del personale dipendente in servizio presso gli enti in dissesto e/o con piani di riequilibrio finaziario approvati, lasciando gli enti interessati e poco più di 1200 colleghi nella totale incertezza .
Come Dipartimento Regionale Politiche Attive del Lavoro e del Precriato nella P.A. del CSA/RAL abbiamo più volte investito l'assessore Messina delle proprie responsabilità e interessato i funzionari del Dipartimento regionale autonomie locali a emanare delle direttive di indirizzo agli enti nelle more che si pubblichi la legge regionale n. 3 che dispone la proroga per l'anno corrente a favore di detto prersonale , senza alcun riscontro ...anzi....!
Non è più tollerabile l'indifferenza con cui questo governo regionale continua ad affrontare una problematica così importante, che merita attenzione per la condizione sociale cui vengono a trovarsi 1200 lavoratori dipendenti e che solo grazie all'assunzione di responsabilità da parte delle amministrazioni locali questi stanno prestando servizio, per effetto delle ordinanze sindacali adottate dai sindaci, motivate dal rischio concreto di non potere garantire l'erogazione dei servizi alle proprie comunità, stante che questi rappresentano quasi il 90% della forza lavoro di cui dispone l'ente.
Per quanto sopra abbiamo sollecitato i sindaci interessati ad inoltrare in giornata nota ai Prefetti competenti per territorio per intervenire presso la Presidenza della Regione Siciliana On Schifani, affinche si attivi nell'immediato presso il Governo Nazionale a favore della categoria, rivendicando non solo la disposizione che autorizzi la proroga per l'anno 2024 ma la stabilizzazione di detto personale ponendo fine a questa umiliazione, stante che è in discussione un emendamento presentato al decreto milleproroghe che riscontrale le nostre rivendicazioni .
Un applello a tutti i colleghi interessati dalla problematica ad intervenire in mattinata presso le rispettive amministrazioni sollecitando l'intervento presso la Prefettura territorialmente competente e ad intervenire in delegazione, ad inizio della prossima settimana, presso Palazzo d'Orleans per un incontro formale con il Presidente Schifani, non possiamo permetterci che per l'ennesima volta l'emendamento presentato al milleproroghe venga cestinatao .
Di contro come segreteria regionale del Dipartimento politiche attive del lavoro e del precariato nella P.A. - CSA/RAL annunciamo una mobilitazione regionale per il mese di Marzo 2024 per rivendicare la ricontrattualizzazione del monte ore settimanali a tempo pieno con priorità su ogni altra forma di reclutamento personale alle dipendenze delle amministrazioni dove non si è esaurita la vertenza occupazionale che interessa 13.000 dipendenti a partime.
Giuseppe Cardenia