Comunicato Stampa 18 Dicembre 2025
Ulteriori incontri ieri all’ARS, portati avanti come delegazione regionale Dipartimento Politiche Attive del Lavoro e del Precariato nella P.A. – CSA/RAL, ci danno conferma sul rispetto degli impegni in precedenza assunti, dall’altra ci motivano sempre più a vigilare e mantenere alta l’attenzione sugli obiettivi che ci siamo prefissi da concretizzare a breve e medio termine.
Dato importante che si tende a porre in secondo piano, dando per scontato ciò che non è, è l’apertura del governo e dell’assemblea regionale tutta, di contemplare fra le priorità a trattare con la legge finanziaria 2026 in corso di esame a sala d’ercole, la problematica precariato storico enti locali, dopo 8 anni di mancato impegno sulla materia; l’ultima norma esitata a favore della categoria è l’art 22 della legge regionale n 1 del 22 Febbraio 2019, eccezione fatta per gli ultimi 1200 dipendenti in servizio presso enti in dissesto, interessati dalla stabilizzazione lo scorso dicembre 2024; problematica non ritenuta più di stretta competenza della Regione Siciliana a motivo proprio dell’avvenuta stabilizzazione di tutto il personale interessato e come tale, demandata agli enti locali che forti della propria autonomia dovevano intervenire in proprio, anche per l’elevazione del monte ore settimanale.
Oggi, al di là di qualsivoglia ragionamento, importante è, che il testo che sta definendo il Governo su una base di elevare il monte ore settimanale di due ore, a tutto il personale in sevizio approdi in aula, dove con l’apporto di tutta la deputazione di maggioranza e opposizione, si possa rivedere il monte ore settimanale, elevandolo in questa prima fase almeno alle 6 settimanali, stante che l’impegno finanziario da assumere sul pluriennale, non consentirebbe di andare oltre.
Di fondo riveste importanza l’approvazione di una norma strutturale, che non si esaurisca con la sola approvazione della legge finanziaria, ma pone la problematica all’ordine del giorno e nell’agenda politica della Regione Siciliana come priorità su cui ritornare per completare il percorso nella prima manovra finanziaria utile successiva alla legge finanziaria (primavera 2026); questo è l’impegno di massima raggiunto e su cui si è convenuti, diversamente l’alternativa sarebbe un ulteriore rinvio o un accantonamento, cosa che non possiamo permetterci .
Siamo consapevoli delle difficoltà a cui stiamo andando incontro, delle aspettative legittime della categoria, che non intendiamo tradire, al contempo chiediamo che non venga meno la fiducia nel nostro operato, solo per principio, sapendo che NOI non improvvisiamo e proprio per questo abbiamo avuto e continuiamo ad avere credibilità ai tavoli istituzionali presso i quali ci spendiamo solo e prioritariamente per questa categoria di cui siamo parte integrante; importante sapere anche, che parte della soluzione al problema si sta ricercando fra le pieghe della legge di stabilità nazionale dove siamo già intervenuti .
Una riflessione è d'obbligo fare, perché CGIL CISL e UIL si sono avvalsi lo scorso 5 Dicembre 2025 della piazza dei precari storici degli enti locali con una presenza di amministratori e lo scorso 15 Dicembre u.s. hanno intavolato un confronto a porte chiuse con Schifani solo sui PIP tralasciando il personale degli enti locali ?
A Voi le conclusioni.
Come Dipartimento Regionale Politiche Attive del Lavoro e del Precariato nella P.A. - CSA/RAL, coerenti con noi stessi, nell'interesse prioritario della categoria che rappresentiamo
Si va AVANTI !
Giuseppe Cardenia
Comunicato Stampa 10 Dicembre 2025
Si è regolarmente tenuto come da programma ieri mattina a Palazzo d'Orleans il vertice di maggioranza per sciogliere le riserve sulla necessità di affrontare o meno nella legge finaziaria 2026, che intanto ieri è approdata a sala d'ercole per essere incardinata per i lavori parlamentari previa discussione generale, alcune problematiche tra cui quella relativa all'elevazione del monte ore settimanale del personale dipendente di ruolo negli enti locali, con contratti a partime, problematica per cui tanto ci siamo spesi come Dipartimeno Regionale Politiche Attive del Lavoro e del Precariato nella P.A. - CSA/RAL e tanto ci spenderemo fino alla soluzione definitiva, data l'importanza che questa riveste sia per il personale interessato che per le amministrazioni presso cui questo presta servizio .
Premesso che in tutte le sedi istituzionali e non, abbiamo e continuiamo a sostenere la ricontratualizzazione dei rapporti di lavoro in essere da partime a fulltime senza concedere sconti o barattare il futuro di 15000 famiglie siciliane, scendondo a compromessi, dinamiche assai lontane dal nostro modo di fare sindacato, nell'interesse prioritario dei lavoratori di cui siamo parte integrante, rappresentando ai tavoli un interesse comune, motivati come siamo dalla necessità di concretizzare nell'immediato risposte che non possono essere più rinviate nel tempo.
Detto ciò, attendiamo di conoscere nella giornata di oggi il testo dell'emendamento che il governo sta mettedo appunto, per potere assumere una posizione chiara, che non lasci dubbi ad interpretazioni soggettive sul nostro operato, che è sempre all'insegna della trasparenza e della correttezza, determinati più che mai a portare a casa un rsultato che non sia di facciata ma di contenuti.
Non ci preoccupa una norma sulla quale ci siamo a priori confrontati, che articolata e strutturata al raggiunimento delle 36 ore settimanali per tutto il precariato storico degli enti locali, proceda su tempi differenziati ben definiti che danno certezze e prospettive concrete alla catgeoria; in alternativa alla sola ipotesi sul campo, quella di un rinvio.
Chi come noi da tre finanziarie insegue questo risultato, non può che vedere favorevolmente l'apertura del Presidente Schifani, manifestata ieri al vertice di maggioranza, dopo i tanti NO, al contempo questa apertura deve concretizzare alcuni punti fermi a cui ancorare la norma strutturale, senza indietreggiare, per intenderci non possiamo assolutamente condividere un impegno finanziario che non garantisce in prima battutata un livellamento di tutti i contratti a 30 ore settimanali per chiudere poi a 36 ore settimanali, e comunque un riconoscimento di 6 ore settimanali procapite a dipendente a favore di tutte le amministrazioni locali indipendentemente dal monte ore contratulizzato al 31/12/2025.
Attendiamo con interesse di conoscere la posizione che assumerà nel merito l'ANCI Sicilia nel corso della conferenza convocata per stamattina nella sala stampa all'ARS, confidando altresì sull'apporto fondamentale che tutti i gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione daranno nel corso dei lavori parlamentari, data la disponibilità e l'interesse manifestato senza distinguo in tutti gli incontri portati avanti nel corso di questi ultimi mesi.
Giuseppe Cardenia
Comunicato Stampa 6 Dicembre 2025
La nostra categoria per ragioni di cose trae forza dall’interesse comune di approdare a punti fermi che rasserenano e danno certezze sul proprio futuro, non già per appartenenza a questa o a quell’altra sigla sindacale; questo modo di intendere il bene comune ci ha sempre motivati ad andare avanti senza padri e padroni, da quel lontano Dicembre 1989 quando in mille ci autoconvocammo nella I° assemblea provinciale precari legge 67/88 presso la Fiera Campionaria di Messina e poi da lì in tutte le province siciliane dando vita al neo costituito Coordinamento Regionale ex Art 23 che nel mese di Gennaio 1990 inaugurò la lunga stagione delle lotte di piazza con al seguito 15000 persone .
Non per nostalgia ma per fare comprendere ai tanti che in Sicilia la storia sul precariato è stata scritta da Noi, con le nostre rinunce, con le nostre rivendicazioni, con le nostre lotte, con le nostre denunce, con le nostre umiliazioni ma sempre con la consapevolezza che potevamo contare solo su NOI stessi.
Di tempo ne è passato tanto, ma la storia continuiamo a scriverla noi , consapevoli sempre che solo su di NOI possiamo contare, perché pretendiamo un finale degno del termine che ci ripaghi di tutti questi anni, che hanno scadenzato nel senso vero del termine la nostra vita ritrovandoci oggi alle soglie dei 60 anni con una vertenza che attende le ultime risposte quella di una ricontratualizzazione a 36 ore settimanali, ma ancora prima quello di concretizzare una pensione futura che rimuova le criticità e le perplessità che oggi presenta e preoccupa 15000 famiglie siciliane tante quanti sono i dipendenti in servizio negli enti locali in Sicilia ( 12000 ex contrattisti 3000 ex Asu) .
La prossima settimana sarà decisiva per le scelte che la politica regionale è chiamata a fare, dopo le lunghe e incessanti interlocuzioni portate avanti in piena autonomia come Dipartimento Regionale del Precariato del CSA/RAL, prima di procedere all’esame in aula della legge finanziaria 2026 e bilancio pluriennale 2026/2028; scelte che dovranno venire fuori dal vertice di maggioranza che si ritroverà al tavolo tecnico appositamente convocato sulla problematica precariato storico degli enti locali.
Una premessa è d’obbligo, dare il giusto valore alle cose, perché spesso a cose fatte si dà tutto per scontato , di certo siamo consapevoli dell’ingente somme da postare in bilancio ma questo non è stato mai un nostro problema e non lo sarà oggi, altresì siamo consapevoli che parliamo di personale dipendente di ruolo in servizio nelle pubbliche amministrazioni quindi non più percorribili sotto l’aspetto giuridico, percorsi c.d. di stabilizzazione, pertanto si presume di fare ricorso ad una norma strutturale che pone le basi per ancorare una soluzione definitiva che accompagni alle 36 ore settimanali tutto il personale interessato.
Al contempo si sta agendo su nostra insistenza anche sulla legge finanziaria nazionale in corso di esame nei due rami del parlamento, per l’approvazione di una norma che dia respiro e agibilità agli enti locali imbrigliati come sono nelle forti limitazioni e condizionamenti dettati dall’art 34 del Decreto 33/2019, assoggettando tutte le risorse che oggi la Regione trasferisce ai comuni a copertura dei costi sostenuti per i contratti, al principio di etero finanziamento, indipendentemente dalla data di stipula dei contratti medesimi, consentendo di fare rientrare la totalità degli enti entro i c.d. “valori soglia”.
Nell’augurarvi di trascorrere un sereno fine settimana che si protrae fino a lunedì 8 Dicembre per la festa dell’immacolata concezione, vi esorto ad essere vigili e pronti per rispondere ad un nostro possibile appello ad una mobilitazione su Palermo.
Giuseppe Cardenia
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Comunicato Stampa 5 Dicembre 2025
Approderà nel pomeriggio di Martedì 9 Dicembre a sala d’ercole la manovra finanziaria 2026 e il bilancio pluriennale 2026-2028 della Regione Siciliana per iniziare la discussione generale sui testi licenziati nella giornata di ieri dalla commissione bilancio all’ARS.
Dopo ampio confronto sul precariato storico degli enti locali, articolatosi in II° Commissione tra le forze politiche nelle giornate di mercoledì e giovedì, è emersa la problematica che investe anche i PIP di Palermo; la commissione ha ritenuto opportuno demandare ad un apposito tavolo tecnico l’approfondimento tra le forze di maggioranza, necessario per determinarne le priorità e quantificare le somme da assegnare per l’elevazione delle ore settimanali .
Come O.S. di categoria non possiamo non sostenere e tutelare tutti i lavoratori, al di là della tipologia di precariato a cui fanno riferimento, al contempo non possiamo fare a meno di richiamare l’attenzione su quanto sostenuto dagli amministratori locali nel corso dei due incontri istituzionali dello scorso 4 Giugno e 25 Novembre all’ARS , ovvero che limitatamente all’elevazione del monte ore settimanali del personale di ruolo a partime negli enti locali non è solo una questione di reddito che già da solo giustifica le rivendicazioni della categoria, ma ciò che questo comporta oggi sull’ordinaria funzionalità dei servizi erogati quotidianamente alle proprie comunità, condizionati come sono dal numero sempre più ridotto del personale in servizio e dal monte ore che questo può prestare .
Per quanto sopra, sollecitiamo tutti ad una presa di coscienza per un ritorno in piazza con un coinvolgimento diretto di tutte le amministrazioni locai per dare un ultimo scossone alla politica regionale, là dove questa non dovrebbe tenere conto di tutto ciò che in questi mesi è stato rappresentato al tavolo tecnico convocato per la prossima settimana prima dell’avvio dei lavori parlamentari in aula.
Giuseppe Cardenia