Comunicato Stampa 5 Dicembre 2013
Come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali , abbiamo formalizzato ieri nel corso dell’audizione in Commissione Bilancio all’ARS , la richiesta di ritiro del disegno di legge sui precari, predisposto dal Governo, dopo aver ampiamente e animatamente contestato con le dovute e giuste motivazioni, articolo per articolo i contenuti della stessa ponendo in evidenza tutte le criticità rilevate .
Abbiamo, altresì, presentato e illustrato a differenza di quanto non hanno fatto i sindacati confederali , complici taciturni di una mattanza annunciata, le nostre proposte alternative impegnando il governo presente in Commissione con l’assessore Valenti , la presidenza e i componenti della Commissione Bilancio nonché i presidenti dei gruppi parlamentari e il presidente della Commissione Lavoro a procedere nell’immediato e contestualmente a :
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approvazione legge di stabilità e bilancio pluriennale della regione siciliana, al fine di certificare i tagli e giustificare la mancate economie contestate dalla Ragioneria Generale dello Stato in relazione alla problematica precari.
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presentazione e approvazione emendamento alla legge di stabilità prossima in discussione alla camera dei deputati attraverso il quale sono fatte salve le disposizioni di cui all’art 14 commi 24 bis e 24 ter della legge 122/2010.
Riteniamo che procedere in modo chiaro e lineare cosi come da noi prospettato e di più facile comprensione a tutti, consapevoli che l’obbiettivo che ci siamo prefissati consolida e tutela tutto il personale interessato, mettendo al riparo da una concreta e possibile impugnativa da parte del Commissario dello Stato .
L’impegno personale a fare ciascuno la propria parte deve essere una priorità per il lavoratore sia esso utilizzato in ASU che in servizio con contratto a tempo determinato , l’amministratore dell’ente, la deputazione regionale e nazionale ; a tal uopo diamo conferma di una nostra discesa in piazza in concomitanza con la convocazione dei lavori sul disegno di legge dei precari nelle Commissioni di merito, non escludendo a priori altre iniziative anche in ambito provinciale a supporto delle proposte presentate .
Dobbiamo fare risultato senza preclusioni e competizioni di genere, ma attraverso un confronto costruttivo che possa accomunare tutti su un'unica meta, rivolgiamo pertanto un invito a tutte le parti sociali a condividere e sottoscrivere il percorso intrapreso.
Segue altro comunicato in tarda mattinata.
Il Segretario Generale
Giuseppe Cardenia
Comunicato Stampa 2 Dicembre 2013
Comprendiamo benissimo le tante sollecitazioni fatte dai colleghi, per un'immediata discesa in piazza in modo imponente e sopratutto dirrompente, dichiarando una lotta senza quartiere nei confronti di una classe politica che si è cullata per troppo tempo a nostre spese, tentando di porre rimedio al danno fatto nei pochi giorni rimasti prima della scadenza naturale dei contratti .
Dovremmo essere nelle proprie piazze e davanti ai comuni a contestare e non già serenamente in servizio come se nulla fosse sui posti di lavoro, magari con un monte ore di congedo ordinario da usuffruire e ore di servizio maturate in eccedenza da compensare; dando per scontato che tutto si ripete , tutto si evolve per nulla cambiare.
Chi ieri contestava le nostre perplessità e le nostre azioni di lotta, oggi si mobilita, assecondando il nostro pensiero che si sta rivelando in tutta la sua drammaticità.
Riteniamo che il tempo è abbondantemente scaduto per una forte e decisa mobilitazione, ma bisogna che tutti ci impegnamo a far veicolare un messaggio chiaro che non lasci spazio a interpretazioni soggettive che assecondano i propri fini e le proprie esigenze, consapevoli che oggi non basta essere in piazza in 4.000 o 5.000 persone per cambiare le cose, ma bisogna essere presenti in 20.000 per tentare solo di farle cambiare, dando voce a chi rappresenta le vere istanze dei lavoratori, a chi non viene convocato al tavolo perchè dice e afferma ciò che pensa proponendo percorsi alternativi a quel progetto di legge che ancora oggi dopo l'ennesimo incontro con i confederali si presenta in tutta la sua fragilità e e vulnerabilità all'impugnativa del Commissario dello Stato.
Ritengo ancora una volta che chi porta avanti le istanze della categoria, deve essere controparte di un governo o delle istituzioni in genere e non già parte integrante del governo stesso, impegnati come sono da compromessi e interessi di bottega ; se così non fosse oggi CGIL CISL e UIL non dovevano assecondare, limitandosi a semplici dubbi e perplessità di facciata, dovevano mettere sul tavolo una controproposta, che muovendo nel solco della legge 125/2013 prospettava una soluzione diversa al bacino unico regionale che lo stesso presidente Crocetta e gli stessi confederali non danno per scontato come risolutore della problematica.
Credo che c'è tanta gente che non ha capito la strada imboccata, come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali non vogliamo mandare nessuno al massacro, se ci sono i numeri bene in piazza anche domani mattina se non ci sono, bisogna seguire strade alternative fin quando queste sono possibili ; credo personalmente che non si può andare oltre questa settimana, a tal uopo invito tutti a fare la propria parte a svegliare chi dorme sonni tranquilli sui posti di lavoro .
Ai fini di una completa informazione si fà presente che in data odierna sono stati attivati e predisposti i mandati di pagamento delle somme dovute agli enti quale quota di comparteciapzione ai contratti per il periodo maggio /luglio 2013.
Il Segretario Generale
Giuseppe Cardenia
N.B. il sito sarà temporaneamente sospeso dalle ore 21:30 di questa sera per circa 12 ore per aggiornamenti tecnici, ci scusiamo del disguido che sarà causato .
Comunicato Stampa 29 Novembre 2013
Il tanto annunciato disegno di legge sui precari è stato presentato ieri sera per approdare oggi in giunta di governo, sono stati così formalizzati in 6 articoli i contenuti, che possiamo solo definire frutto di una mente malata o regia di un sistema occulto che si pone come unico fine la destabilizzazione di una categoria, attraverso un'azione diversificata che pone su livelli diversi i precari a secondo se questi prestano servizio presso enti locali o presso Uffici della Regione Siciliana, mistifica e pone sullo stesso piano soggetti che rivestono sotto il profilo giuridico condizioni sostanzialmente diverse, con l'aggravante di riportare indietro nel tempo i lavoratori contrattualizzati attraverso la soppressione di tutte le leggi esitate nel corso degli ultimi 13 anni dall'ARS in materia di stabilizzazione, sfidando la leggittimità costituzionale e l'impugnativa del Commissario dello Stato.
Dalla lettura del testo emerge con forza la superficialità e la non conoscenza diretta della materia trattata, basti pensare che si richiamano norme e condizioni ampiamente superate nel tempo da una legislazione regionale complessa e articolata; che solo chi ha avuto modo di seguire costantemente e in modo esaustivo può comprendere e trattare, diversamente la posizione del funzionario, oggi delegato ad affrontare la questione tanto delicata non si differenzia dal messo o l'usciere che ha seguito la vicenda attraverso una normale lettura dei vari quotidiani.
Alla luce di quanto sopra non possiamo che confermare e rafforzare il concetto espresso ieri nell'ultimo comunicato stampa, il dramma oggi vissuto e frutto di scelte sbagliate, di nomine e incarichi a funzionari sbagliati e di una politica troppo impegnata a risolvere le questione interne anzichè dedicare tempo e concretezza alle tante emergenze che rischiano di degenerare in violenza.
Come si può porre sullo stesso piano chi ha lo status giuridico di dipendente e chi no c'è l'ha, quando le norme stesse che regolamentano la materia ne evidenziano le differenze sostanziali ?
Come si può considerare un soggetto oggi contrattualizzato, destinatario del regime transitorio, quando lo stesso trovasi in una condizione già pregressa, stante che le norme a regime ne hanno sancito la decadenza in quanto fruitore di una misura di fuoriuscita, com'è la stipula di un contratto a tempo determinato ?
Quanto sopra si rileva all'art 1 della proposta di legge, là dove si parla di istituire un elenco regionale di lavoratori appartenenti al regime transitorio dei lavori socialmente utili, richiamando il comma 8 dell'art 4 del decreto legge 101/2013, comma riservato esclusivamente al personale utilizzato in ASU e non già contrattualizzato. Come non si può non tenere conto di riferimenti normativi richiamati all'art.1, superati da norme regionali che hanno recepito, modificato o integrato le stesse.
Passando all'art 2 del testo presentato l'attenzione si richiama sempre sui riferimenti normativi citati, che sono da ritenersi di esclusiva pertinenza del personale non già contrattualizzato ma bensi in atto utilizzato in ASU , prova ne è il rimandare il tutto all'art 1 con le contraddizioni sopra rilevate .
l'art 3 relativo alle proroghe dei contratti a tempo determinato ribadisce un concetto chiaro e inequivocabile ovvero : " le pubbliche amministrazioni , nel rispetto delle dispoiszioni vigenti e coerentemente con la programmazione triennale del fabbisogno del personale e dei posti in dotazione organica possono prorogare i contratti di lavoro a tempo determinato dei soggetti aventi diritto all'inserimento nell'elenco regionale" cio sancisce che non ci sono alternative; le domande che ci poniamo sono :
Quali enti vengono a trovarsi nella condizione di poter procedere alla programmazione di fabbisogno personale fermo restando gli obblighi e i limiti in materia di contenimento spesa prevedendo assunzioni a tempo indeterminato ? ma ancor di più per quanti soggetti sarà possibile pogrammare detto beneficio, considerato che l'onere finaziario di assunzione e a totale carico dell'ente?
Come potranno mai gli enti stessi che non hanno ottemperato alle disposizioni di cui alla legge 24/2010, là dove si prevedeva una compartecipazione da parte della regione siciliana per cinque anni e per la misura pari all'8'0% o 90% della retribuzuione ?
Infine l'art 5 della legge proposta evidenzia una netta disparità di trattamento tra chi presta servizio presso enti locali e chi presso Uffici regionali , riservando a quest'ultimi una condizione diversa e un percorso riservato ai fini dell'assunzione a tempo indeterminato . Quale motivazione induce il legislatore a proporla ?
In ultima analisi ciò che emerge ed è sostanziale il requisito dei tre anni per beneficiare della semplice continuità deve ssere già maturato alla data del 31 ottobre 2013, in quale condizione si vengono a trovare coloro i quali solo ed esclusivamente per una volontà dell'ente presso cui prestano servizio hanno stipulato contratti quinquennali ma ad oggi vengono a trovarsi nella condizione di non riscontrare detto requisito a tale data.
Come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali crediamo che la proposta di legge non sia percorribile sotto il profilo della leggittimità costituzionale, come tale va rivista e riscritta affidandone la stesura a chi di competenza ha maturato esperienza e professionalità in materia e non già a degli sprovveduti che non possono solo per i ruoli ricoperti e le vicinanze politiche a questo o a quel partito perpetrare ulteriori danni a discapito di famiglie che lottano per difendere una misera retribuzione e un loro diritto al futuro .
Il Segretario generale
Giuseppe Cardenia