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Comunicato Stampa 2 Dicembre 2013

MGLComprendiamo benissimo le tante sollecitazioni fatte dai  colleghi,  per un'immediata discesa in piazza in modo  imponente e sopratutto dirrompente, dichiarando una lotta senza quartiere nei confronti di una classe politica che si è cullata per troppo tempo a nostre spese, tentando di porre rimedio  al danno fatto nei pochi giorni rimasti prima della scadenza naturale dei contratti .

Dovremmo essere nelle proprie piazze e davanti ai comuni a contestare  e non già serenamente in servizio come se nulla fosse sui posti di lavoro, magari con un monte ore di congedo ordinario da usuffruire e ore di servizio maturate in eccedenza da compensare; dando per scontato che tutto si ripete , tutto si evolve per nulla cambiare. 

Chi ieri contestava le nostre perplessità e le nostre azioni di lotta, oggi si mobilita, assecondando il nostro pensiero che si sta rivelando in tutta la sua drammaticità.

Riteniamo che il tempo è abbondantemente scaduto per una forte e decisa mobilitazione, ma bisogna che tutti ci impegnamo a far veicolare un messaggio chiaro che non lasci spazio a interpretazioni soggettive che assecondano i propri fini e le proprie esigenze,  consapevoli che oggi non basta essere in piazza in 4.000 o 5.000 persone per cambiare le cose, ma bisogna  essere presenti in 20.000 per tentare solo di farle cambiare, dando voce a chi rappresenta le vere istanze dei lavoratori, a chi non viene convocato al tavolo perchè dice e afferma ciò che pensa proponendo percorsi alternativi a quel progetto di legge che ancora oggi dopo l'ennesimo incontro con i confederali si presenta in tutta la sua fragilità e e vulnerabilità all'impugnativa del Commissario dello Stato.

Ritengo ancora una volta che chi porta avanti le istanze della categoria, deve essere controparte di un governo o delle istituzioni in genere e non già parte integrante del governo stesso, impegnati come sono da compromessi e interessi di bottega ; se così non fosse oggi CGIL CISL e UIL non dovevano assecondare, limitandosi a semplici dubbi e perplessità  di facciata, dovevano mettere sul tavolo una controproposta, che muovendo nel solco della legge 125/2013 prospettava una soluzione diversa al bacino unico regionale che lo stesso presidente Crocetta e gli stessi confederali non danno per scontato come risolutore della problematica.

Credo che c'è tanta gente che non ha capito la strada imboccata, come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali non vogliamo mandare nessuno al massacro, se ci sono i numeri bene in piazza anche domani mattina se non ci sono, bisogna seguire strade alternative fin quando queste sono possibili ; credo personalmente che non si può andare oltre questa settimana, a tal uopo invito tutti a fare la propria parte a svegliare chi dorme sonni tranquilli sui posti di lavoro .

Ai fini di una completa informazione si fà presente che in data odierna sono stati attivati e predisposti i mandati di pagamento delle somme dovute agli enti quale quota di comparteciapzione ai contratti per il periodo maggio /luglio 2013.

  

                                              Il Segretario Generale

                                                       Giuseppe Cardenia

  

N.B. il sito sarà temporaneamente sospeso dalle ore 21:30 di questa sera per circa 12 ore per aggiornamenti tecnici, ci scusiamo del disguido che sarà causato .

  

  

Comunicato Stampa 29 Novembre 2013

MGLIl tanto annunciato disegno di legge sui precari  è stato presentato ieri sera per approdare oggi in giunta di governo, sono stati così formalizzati in 6 articoli i contenuti, che possiamo solo definire frutto di una mente malata o regia di un sistema occulto che si pone come unico fine la destabilizzazione di una categoria, attraverso un'azione diversificata che pone su  livelli diversi i precari a secondo se questi prestano servizio presso enti locali o presso Uffici della Regione Siciliana, mistifica e pone sullo stesso piano soggetti che rivestono sotto il profilo giuridico condizioni sostanzialmente diverse, con l'aggravante di riportare indietro nel tempo i lavoratori contrattualizzati attraverso la soppressione di tutte le leggi esitate nel corso degli ultimi 13 anni dall'ARS in materia di stabilizzazione, sfidando la leggittimità costituzionale e l'impugnativa del Commissario dello Stato.

Dalla lettura del testo emerge con forza la superficialità e la non conoscenza diretta della materia trattata, basti pensare che si richiamano norme e condizioni ampiamente superate nel tempo da una legislazione regionale complessa e articolata; che solo chi ha avuto modo di seguire costantemente e in modo esaustivo può comprendere e trattare, diversamente la posizione del funzionario, oggi delegato ad affrontare la questione tanto delicata non si differenzia dal messo o l'usciere che ha seguito la vicenda  attraverso una normale lettura dei vari quotidiani.

Alla luce di quanto sopra non possiamo che confermare e rafforzare il concetto espresso ieri nell'ultimo comunicato stampa, il dramma oggi vissuto e frutto di scelte sbagliate, di nomine e incarichi a funzionari sbagliati e di una politica troppo impegnata a risolvere le questione interne anzichè dedicare tempo e concretezza alle tante emergenze che rischiano di degenerare in violenza.

Come si può porre sullo stesso piano chi ha lo status giuridico di dipendente e chi no c'è l'ha, quando le norme stesse che regolamentano la materia ne evidenziano le differenze sostanziali ?

Come si può considerare un soggetto oggi contrattualizzato, destinatario del regime transitorio, quando lo stesso  trovasi in una condizione già pregressa, stante che le norme a regime ne hanno sancito la decadenza in quanto fruitore di una misura di fuoriuscita, com'è la stipula di un contratto a tempo determinato ?

Quanto sopra si rileva all'art 1 della proposta di legge, là dove si parla di istituire un elenco regionale di lavoratori appartenenti al regime  transitorio dei lavori socialmente utili, richiamando il comma 8 dell'art 4  del decreto legge 101/2013, comma riservato esclusivamente al personale utilizzato in ASU e non già contrattualizzato. Come non si può non tenere conto di riferimenti normativi richiamati all'art.1, superati da norme regionali che hanno recepito, modificato o integrato le stesse. 

Passando all'art 2 del testo presentato l'attenzione si richiama sempre sui riferimenti normativi citati, che sono da ritenersi di esclusiva pertinenza del personale non già contrattualizzato ma bensi in atto utilizzato in ASU , prova ne è il rimandare il tutto all'art 1 con le contraddizioni sopra rilevate .

l'art 3 relativo alle proroghe dei contratti a tempo determinato ribadisce un concetto chiaro e inequivocabile ovvero : " le pubbliche amministrazioni , nel rispetto delle dispoiszioni vigenti  e coerentemente con la programmazione  triennale del fabbisogno   del personale  e dei posti in dotazione organica possono prorogare i contratti di lavoro a tempo determinato dei soggetti aventi diritto all'inserimento nell'elenco regionale" cio sancisce che non ci sono alternative; le domande che ci poniamo sono :

Quali enti vengono a trovarsi nella condizione di poter procedere alla programmazione di fabbisogno personale fermo restando gli obblighi e i limiti in materia di contenimento spesa prevedendo  assunzioni a tempo indeterminato ? ma ancor di più per quanti soggetti sarà possibile pogrammare detto beneficio, considerato che l'onere finaziario di assunzione e a totale carico dell'ente?

Come potranno mai gli enti stessi che non hanno ottemperato alle disposizioni di cui  alla legge 24/2010, là dove si prevedeva una compartecipazione da parte della regione siciliana per cinque anni e per la misura pari all'8'0% o 90% della retribuzuione ?

Infine l'art 5 della legge proposta evidenzia una netta disparità di trattamento tra chi presta servizio presso enti locali e chi presso Uffici regionali , riservando a quest'ultimi una condizione diversa e un percorso riservato ai fini dell'assunzione a tempo indeterminato . Quale motivazione induce il legislatore a proporla ?

In ultima analisi ciò che emerge ed è sostanziale il requisito dei tre anni per beneficiare della semplice continuità deve ssere già maturato alla data del 31 ottobre 2013, in quale condizione si vengono a trovare coloro i quali solo ed esclusivamente per una volontà dell'ente presso cui prestano servizio hanno stipulato contratti quinquennali ma ad oggi vengono a trovarsi nella condizione di non riscontrare detto requisito a tale data.

Come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali crediamo che la proposta di legge non sia percorribile sotto il profilo della leggittimità costituzionale, come tale va rivista e riscritta affidandone la stesura a chi di competenza ha maturato esperienza e professionalità in materia e non già a degli sprovveduti che non possono solo per i ruoli ricoperti  e le vicinanze politiche a questo o a quel partito perpetrare ulteriori danni a discapito di famiglie che lottano per difendere una misera retribuzione e un loro diritto al futuro .

  

                                               Il Segretario generale

                                                            Giuseppe Cardenia 

  

  

Comunicato Stampa 28 Novembre 2013

MGLCome segreteria MGL Regione e Autonomie Locali, non abbiamo mai sostenuto una posizione di bandiera ma di contenuti, ciò a riprova della difficile interlocuzioni con chi ha manifestato interessi diversi che non hanno e non continuano a trovare riscontro nell'interesse prioritario di tutela e salvaguardia degli attuali livelli occupazionali di una categoria, per troppo tempo considerata merce di scambio .

L'emergenza precari incomincia a delinearsi in tutta la sua drammaticità, prova nè il rimpallo di competenze e le variegate prese di posizioni attraverso le quali si tenta di sottrarsi alle proprie responsabilità, a partire dal Presidente Crocetta che oggi lancia il suo grido d'allarme con una lettera inviata al presidente del Consiglio Letta in merito a un emendamento approvato nella legge di stabilità che riserva un trattamento diverso ai precari della regione Calabria; ricordo e me stesso e a chi legge che l'autonomia della Regione Siciliana conferisce al Presidente un ruolo fondamentale in seno al Consiglio dei Ministri, ci chiediamo il perchè l'On Crocetta non vi abbia fatto ricorso esercitando fino in fondo e con autorevolezza ciò che era nelle sue facoltà.

Ci chiediamo perchè il presidente Crocetta, ha delegato il proprio ruolo politico al volere di segreterie di partito e alla compiacenza di sigle confederali che hanno dettato l'agenda dei lavori? Ci siamo chiesti il perchè, il Presidente ha delegato a uno sparuto gruppo di funzionari regionali, autorevoli nei titoli ma spaesati in materia, la trattativa con il Ministero e il governo nazionale ? Perchè chi da venti e più anni ha seguito con professionalità e competenza la materia è stato messo alla porta, rilegando questi a ruoli di secondo piano, quando necessitava una memoria storica e quella copetenza che nel 2010 porto a un deroga fondamentale per i precari e la Sicilia anche in presenza di un Ministro della Lega ? 

Come possono CGIL CISL UIL, oggi contestare l'operato del governo regionale, arroccandosi su posizioni distinte e distanti, invitando alla mobilitazione di piazza, quando sono stati promotori e spregiudicati consiglieri di una scellerata soluzione al limite della leggittimità costituzionale tale da essere a rischio impugnatuiva da parte del Commissario dello Stato, come bene si può comprendere oggi in una dichiarazione resa dall'assessore Bianchi, che invitando tutti a non alimentare tensioni sociali, indica i confederali come soggetti proponenti del tanto famoso bacino unico regionale a cui rilegare il futuro di ventimila  e più famiglie siciliane.

Il governo regionale ha annunciato per oggi la presentazione in Giunta della proposta di legge sui precari, che tanto ha impegnato i funzionari della Regione Siciliana nella sua formulazione, comprensibile le difficoltà riscontrate sia per la poca professinalità e competenza nel merito, date dal primo incarico conferito in materia, sia per le linee guida entro cui agire imposte dal Ministro D'Alia con la conversione in legge del decreto 101/2013, approvato dalle due camere del Parlamento nella totale indifferenza del Governo Regionale e della Deputazione siciliana eletta in questa legislatura; il testo i cui contenuti sono stati già anticipati per linee generali, dallo stesso Presidente, rischia di contribuire alla risulozione del problema in modo irreversibile, alla luce del dettato ministeriale che oggi si è concretizzato nella famosa circolare tanto attesa, consolidando concetti che sono solo esplicativi della stessa legge 125 del 30 ottobre 2013 quale conversione del decerto 101/2013.

Un'amministrazione può deliberare la prosecuzione dei rapporti in scadenza solo ed esclusivamente a condizione che questa sia finalizzata all'avvio delle procedure di assunzioni con contratto a tempo indeterminato individuate nel piano triennale del fabbisogno 2013/2016 e subordinatamente al rispetto dei parametri di spesa e in coerenza con la disponibilità di posti nelle rispettive dotazioni organiche .

Considerato che questi presupposti non saranno riscontrati dagli enti interessati nel 95% dei casi, il ricorso al ruolo unico regionale diventa una condizione imprescindibile, con la collocazione di detto personale in tre distinti elenchi uno per le categorie A e B, un'altro per lecategorie C e D e in fine un terzo per il personale ASU; ipotizzando che questa soluzione riscontri la positiva valutazione del Commissario dello Stato, la domanda che ci poniamo è: chi sarà il nuovo datore di Lavoro ? quale rapporto si andrà a istaurare? il servizio prestato ininterottamente per oltre venti anni alle dirette dipendenze della rispettiva amministrazione si interromperà ? quale ripercussioni e ricadute sull'enete e sul lavoratore ? 

Pensare che era sufficiente preservare i dettati normativi di cui all'art 14 commi  24bis e 24ter della legge 122/2010, frutto di un impegno politico trasversale che aveva premiato la Sicilia e i precari siciliani, per dare continuità nelle more di una concreta stabilizzazione, mentre il tutto è stato reso impraticabile per volontà di un Presidente dedito all'improvvisazione e ai proclami, che non ha voluto ascoltare le contestazioni mosse da questa segreteria MGL Regione e Autonomie Locali nel corso della manifestazione regionale del 10 Aprile u.s., all'interno della sala gialla e alla presenza di 200 amministratori locali, in controtendenza con quanto sostenuto dalle stesse organizzazioni sindacali che oggi chiamano in piazza.

Riteniamo che solo un riconoscimento normativo alla specificità e alla professionalità acquisita da questo personale per il servizio prestato, potra sanare un'ingiustizia sociale che non avrà solo effetti dirrompenti sui lavoratori che vedrebbero negarsi un lavoro  e un futuro, ma avrà effetti altrettanto dirrompenti sull'economia locale, non possiamo dimenticare che grazie a queste risorse si sono formate famiglie che vivono e spendono in realtà che diversamente sarebbero state abbandonate, garantendo un tessuto economico sociale di sopravvivenza .

Come MGL Regione e Autonomie Locali, ieri abbiamo portato avanti una serie di interlocuzioni in vista delle Commissioni Lavoro e Bilancio prossime alla convocazione per esitare il disegno di legge sopra annunciato, per presentare le nostre controproposte atte a tutelare e difendere ciò che fino a oggi abbiamo conquistato senza alcuna concessione gratuita, tra gli interlocutori anche l'ANCI che per il tramite il suo Presidente e Segretario condivide le nostre perpelssità e manifesta apertura nei nostri confronti come interlocutore.

La piazza è chiamata a una grande mobilitazione gli attori protagonisti non posssono che essere i lavoratori e gli amministratori degli enti interessati ; assolutamento  NO a manifestazioni di bandiera come quelle indette e convocate per giorno 2 e 13 Dicembre .

  

  

                                     Il Segretario generale

                                                Giuseppe Cardenia

Comunicato Stampa 26 Novembre 2013 ter

MGLore 20:30 prendiamo atto, che nulla è stato concrertizzato nel corso dell'incontro dell'unità di crisi convocato oggi pomeriggio a Palazzo d'Orleans; il governo per l'ennesima volta  ha parlato del nulla a rappresentato soluzioni e percorsi che aleggino nel solo pensiero di un grande sognatore qual'è il Presidente Crocetta, colpevole di non aver affrontato nei tempi dovuti e nelle sedi preposte la questione con serietà e determinazione che questa meritava; unitamente alla complicità dei sindacati confederali che al di là delle mobilitazioni che annunciano oggi, dopo l'ennesivo flop per mascherare e giustificare il loro operato, sono stati i primi a contrastare l'azione di questo Movimento autonomo reo di difendere gli interessi dei lavoratori, nel lontano 10 Aprile 2013, in occasione della manifestazione regionale convocata tra mille voci contrastanti, che invitravano a disertare l'iniziativa di piazza.

Quando  con 10 mesi d'anticipo contestavamo l'operato di un Presidente e del suo governo e l'azione che questo poneva in essere all'indomani del suo insediamento a Palazzo d'Orleans nei confronti della categoria, cancellando venti e più anni di legislazione regionale.

Accusati di essere esecutori di mandanti occulti per contestare Crocetta, oggi la verità e sotto gli occhi di tutti, questo stato di cose non giustifica e non assolve un'intera classe politica eletta all'ARS che ha avvallato e approvato con il proprio consenso l'azione di un governo.

Oggi è semplice addebitare a questo o a quello le colpe per sottrarsi alle proprie responsabilità, ma a partire da noi, soggetti parte lesa, dobbiamo prendere atto che si è giunti al capolinea .

Bisogna mobilitarsi sui posti di lavoro pretendendo con forza un'azione congiunta dei sindaci, che per prima saranno chiamati ad affrontare l'emergenza che si presenta in tutta la sua drammaticità.

Oggi al tavolo "dei saggi" si prende atto e si ratifica ciò che noi "povera gente" avevamo detto e ridetto, gridato ai quattro venti mesi or sono, ovvero che, non solo  è  di difficile programmazione la stabilizzazione dei soggetti interessati, ma viene messa in forse la continuità dei rapporti di lavoro in essere.

Di fatto, come più volte ribadito, in totale solitudine e contro la posizione dei tanti ben pensanti, la circolare ministeriale non riscontra la soluzione tanto auspicata dal presidente Crocetta, per il semplice fatto che si limita ad una attenta lettura e semplice esposizione dei contenuti normativi  del decreto 101/2013.

                                                 Il Segretario Generale

                                                     Giuseppe Cardenia

  

  

  

  

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