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Comunicato Stampa 11 Agosto 2016

MGLStanno giocando tutti, nessuno escluso (deputazione regionale, nazionale, governo, maggioranza e opposizione, organizzazioni sindacali e di categoria, associazioni degli enti locali, etc.), sul destino delle persone senza alcuna remora; apprendere oggi da tutti i mezzi d’informazione che l’ARS ha chiuso i lavori d’aula con nulla di fatto, con la sola motivazione che la conferenza dei capigruppo aveva deliberatamente indicato la data del 10 Agosto c.a. quale termine ultimo per attività parlamentari prima della pausa estiva è inaccettabile se s’intende la politica come servizio (la data poteva essere posticipata con una nuova conferenza dei capigruppo nell’arco di qualche ora) .

Questa classe politica che indebitamente ricopre ruoli a loro poco consoni, distinti e distanti anni luce dalle reali esigenze e necessità della gente comune che lavora e produce se nè altamente fregata di chi in questa manovra finanziaria riponeva le proprie aspettative future.

Certo il mio intendimento non và a chi sosteneva il sovvenzionamento di qualche iniziativa o la concessione di qualche contributo a favore di qualche amico, ma diversamente a chi da oggi si vede ancora una volta negata la possibilità non solo di percepire quanto dovuto per il servizio prestato, ma di non ritornare in servizio dopo essere stato sospeso e assoggettato in una condizione che sà di vero e proprio licenziamento, indipendentemente dal termine adottato (proroga giuridica) per sviare le preoccupazioni e sottrarsi alla realtà delle cose come effettivamente sono (in totale sono 450 le unità di personale a tempo determinato interessato su tutte le 9 ex province regionali ).

Riscontrare poi che durante la votazione in aula dell’articolo che stanziava 9 milioni di euro a favore del personale di ruolo e precario delle ex province per garantire loro la retribuzione, è passata anche la rivisitazione del monte ore contrattuale del personale precario con riduzione dello stesso da 24 a 18 ore, su proposta dell’assessore Lantieri, che, per reperire risorse da destinare ad altro personale precario come quello che cura l’assistenza al personale disabile nelle strutture scolastiche non si è preoccupata tanto di fare cassa su altri precari ; questo non fa ben sperare per nessuno .

 

12 SETTEMBRE 2016

SBARRIAMO LE PORTE DEI COMUNI

CONTRO L’INDIFFERENZA DI QUESTA CLASSE POLITICA

 

 

Comunicato Stampa 10 Agosto 2016 bis

MGLSi porta a conoscenza delle amministrazioni locali e dei funzionari preposti, che è stata anticipata ad oggi pomeriggio sul sito istituzionale del Dipartimento Autonomie Locali, la pubblicazione del Decreto interassessoriale n.178/S2 del 10 Agosto 2016, firmato in mattinata dagli assessori Lantieri e Miccichè .

Con il predetto decreto, si approva e ridetermina il piano di riparto programmatico operato ai sensi dell’art 30 comma 7 della l.r. 5/2014 delle somme al momento iscritte nel bilancio di previsione della Regione Siciliana per l’esercizio finanziario 2016, relative al fondo straordinario per compensare gli squilibri finanziari delle autonomie locali derivanti dall’abrogazione di norme, (operate ai sensi del comma 6 dell'art 30 l.r. 5/2014), già approvato con D.A. n. 374/S.2 del 30 dicembre 2015 e rideterminato con il D.A. n. 116/S.2 del 23 giugno 2016 , per l’importo complessivo pari a 173.096 migliaia di euro, come risulta dalla sommatoria degli importi riportati a fianco di ciascun ente locale dell’allegato “A” che dello stesso risulta parte integrante.

Tutte le amministrazioni interessate sono chiamate (nel caso in cui non abbiano già provveduto in merito) a regolarizzare la posizione del personale precario, già alle proprie dipendenze, uniformandosi al termine ultimo di scadenza dei rapporti di lavoro a termine, previsto per il prossimo 31 dicembre 2016 facendo salve le ore previste dal contratto preso a riferimento normativo.

L’erogazione della quota del Fondo, nel limite massimo del corrispondente importo indicato per ciascuna autonomia locale, resta subordinata alla presentazione di apposita istanza di parte, attestante , per l’anno 2016, lo squilibrio finanziario sul complesso delle spese del personale.

Reso noto quanto sopra, si notizia che dopo alcuni rinvii in mattinata, l’ARS ha iniziato la discussione sulla manovra finanziaria e sta procedendo nell’esame e approvazione dei singoli articoli con l’auspicio di concludere in serata.

                                                        Il Segretario Generale

                                                                  Giuseppe Cardenia

Comunicato Stampa 10 Agosto 2016

MGLApprovata la legge di riforma elettorale, che non poche conseguenze comporterà sul piano strettamente politico, l’ARS si appresta ad esitare ed approvare entro oggi, la mini finanziaria a cui sono correlate tante aspettative, in primo piano quelle legate al trasferimento di risorse economiche ai comuni, che nonostante sono stati commissariati per la mancata approvazione dei rispettivi bilanci entro il termine utile del 30 Aprile scorso, continuano a rimanere in una situazione di stallo proprio per mancata disponibilità di risorse a cui poter fare riferimento (negli ultimi anni il taglio si aggira a 700 milioni), proprio la legge di riforma elettorale su questo aspetto ha previsto uno scioglimento delle amministrazioni che non hanno ottemperato all’approvazione del bilancio entro i termini previsti (sono 347 su 390 i comuni che non hanno ottemperato all’approvazione del documento contabile, in assenza di risorse certe non poteva essere diversamente) .

Anche i consorzi dei comuni sono in forte trepidazione, per la concessione di un contributo pari a 9 milioni di euro, cosi come anticipato ieri nel precedente comunicato stampa, che non risolve il problema ma lo posticipa in avanti di qualche settimana con tutto ciò che questo comporta.

La manovra in esame licenziata dalla giunta di governo in soli tre articoli è stata stravolta nelle commissioni di merito fino ad essere formulata e licenziata per i lavori d’aula in ben 32 articoli; oggi si appresta ad essere discussa tenendo conto della presentazione di altri 225 emendamenti tra questi quello più impopolare e inopportuno prevede il licenziamento di tutto il personale precario degli assistenti ai disabili dopo oltre 20 anni di servizio prestato, figure queste che venivano garantite dalle dismesse province regionali a favore di soggetti portatori di handicap .

La manovra darà il via libera ai decreti del dipartimento autonomie locali che entro la giornata di domani saranno esitati favorevolmente e pubblicati, questi fanno riferimento al piano di riparto approvato in conferenza regione e autonomie locali, di fatto la disponibilità di risorse passa dagli 87milioni ai 172 milioni di cui all’art 30 comma 7 l.r. 5/2014 a favore di tutti gli enti interessati , oltre a questo sarà definito anche il piano di riparto relativo all’integrazioni di somme a favore dei comuni in dissesto e dei consorzi dei comuni generati dalle dismesse province regionali, somme ripartite tenendo conto delle norme contrattuali di stretto riferimento nel rispetto di quanto disposto dall’art 1 comma 215 legge finanziaria n. 208/2015 , così come da noi fortemente sostenuto .

Ala luce di quanto sopra , si fà sempre più forte la consapevolezza che non possiamo trincerarci dietro motivazioni che lasciano il tempo che trovano, superato il mese di Agosto bisogna agire tutti insieme come lavoratori precari senza alcun riferimento a questa o a quell’atra sigla sindacale, associazione o movimento che sia, mettendoci la faccia e pretendere subito risposte concrete; avendo il coraggio delle proprie azioni dimostrare che i comuni senza il nostro apporto quotidiano in termini di competenze e professionalità sono un contenitore vuoto .

12 SETTEMBRE 2016

SBARRIAMO LE PORTE AI COMUNI

PER MANCATE RISPOSTE AL PRECARIATO

 

                             Il Segretario Generale

                                                 Giuseppe Cardenia

Comunicato Stampa 8 Agosto 2016

MGL

La conferenza Regione e Autonomie Locali, tenutasi lo scorso 4 Agosto presso l’Assessorato Regionale delle Autonomie Locali a Palermo a prodotto poco e nulla rispetto alle aspettative che faceva maturare a chi riponeva in questo incontro istituzionale dei possibili passi in avanti; diversamente a quanto auspicato c’è stata una conferma delle indissolubili criticità finanziarie che caratterizzano e condizionano sempre più in negativo il futuro amministrativo degli enti locali in Sicilia (sempre più a rischio i comuni in procinto di dichiarare dissesto finanziario) con inevitabili conseguenze sul piano occupazionale (difficoltà a confermare i rapporti di lavoro a termine) e dei servizi (meno trasferimenti di risorse economiche e conseguente mancata erogazione di prestazioni sociali) .

Relativamente agli aspetti finanziari legati alla problematica precariato e ripartizione  fondo di cui al’art 30 comma 7 della l.r. 5/2014 che la Conferenza ha approvato per l’esercizio finanziario 2016, c’è da rilevare che, le somme ripartite ad integrazione di quelle già indicate nel precedente piano di riparto operato lo scorso mese di giugno per la complessiva somma di euro 87 milioni, hanno subito una decurtazione del 9% sul totale della spesa storicizzata al 31 dicembre 2013, somma che si intende recuperare in fase di assestamento di bilancio il prossimo mese di ottobre c.a. ( nel merito avanziamo forti dubbi) .

Più critica si presenta la posizione del personale dipendente delle dismesse province regionali, per le quali risultano insufficienti le somme disponibili a copertura della retribuzione del personale dipendente, la ripartizione di poco più di 9 milioni di euro di fronte ad un’esigenza di quasi 200 milioni non dà soluzione ma rinvia il problema di qualche settimana senza risolverlo.

Altra posizione critica risulta essere quella del personale precario in servizio presso gli enti in dissesto e le dismesse province, di fatto i criteri adottati nella ripartizione delle somme integrative al fondo di cui all’art 30 comma 7 l.r. 5/2014 e s, m. e i., che il dipartimento autonomie locali ha presentato al tavolo della conferenza regione e autonomie locali non sono condivisibili, prendere atto poi che l’Anci Sicilia sull’argomento non abbia sollevato alcuna contestazione, ci preoccupa fortemente, non tanto per aver considerato dei criteri in netto contrasto con la disciplina normativa nazionale di cui all'art 1 comma 215 della l. 208/2015 non tenendo conto delle norma  di riferimento che ha generato il contratto, ma per le distorture con cui si vuole intendere normale e leggittimo ciò che non è per ignoranza in materia, a tal uopo  vogliamo essere chiari e non essere fraintesi, come segreteria MGL siamo i primi a sostenere ciò che abbiamo preteso con l'approvazione della legge regionale 16/06 evitare disparità di trattamento fra il personale precario, uniformare il monte ore per tutti a 24, una legge che consentiva ciò ed è stata disattesa.

Non possiamo dire si alla concessione di somme che vanno a remunerare integrazioni orarie che erano a carico dei bilanci degli enti che li avevano deliberate (la norma nazionale art 1 comma 215 l. 208/2015 non lo consente), sottraendo risorse al personale che per legge è stato contrattualizato a 24 ore con conseguente e inevitabile contriollo della spesa corrente .

Nessuna prospettiva e discussione sul fronte proposte di stabilizzazione, nonostante rimane l’obbligo per gli enti di ottemperare all’approvazione del piano triennale del fabbisogno personale entro il 30 settembre 2016, percorso che con forza contestiamo fermamente perché non tutela e non salvaguardia gli interessi prioritari ed esclusivi della categoria; chi sostiene il contrario dovrebbe spiegarci il perché di tanto interesse, se a priori siamo tutti consapevoli che quel percorso estrometterà dai comuni più dell’ 80% del personale precario (personale a tempo determinato e personale ASU) per fare spazio e linerare risorse a favore di altre forme di precariato e altre categorie di personale (personale delle dismesse province , IPAB , personale delle dismesse ATO, etc.).

Nelle more che queste domande abbiano una risposta, la Regione pensa bene di distrarsi dalle vere emergenze sociali per affrontare la riforma elettorale, procedere nella nomina di questo o quell’altro funzionario dirigente o esperto, ridiscutere per l’ennesima volta la legge sulle province.

 

                                                                             Il Segretario Generale

                                                                                    Giuseppe Cardenia         

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