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Comunicato Stampa 20 Luglio 2016

MGLLa Commissione Bilancio alla Camera dei Deputati non approva ! le proposte di emendamenti presentati all’art 11 del testo di conversione in legge del decreto enti locali, per meglio intenderci i 550 milioni che l’accordo Crocetta/Renzi ha ipotizzato di portare nelle casse della regione siciliana, in cambio di contropartite che non fanno ben sperare per gli anni a seguire, sacrificando quell’autonomia che consentiva ala regione di incamerare risorse economiche ben diverse .

Proprio su questo fronte si è consumato lo scontro tra il governo e quanti rivendicavano una rivisitazione dell’accordo che compromette e non poco la situazione economica delle casse regionali, considerando questo solo un anticipo su quanto dovuto, salvaguardando quella autonomia siciliana che lo Statuto riconosce e la stessa Corte di Cassazione aveva positivamente interpretato.

Senza entrare nel merito, vorremo delle spiegazioni da parte di chi indebitamente ha siglato l’accordo, per comprendere la fondatezza di quanto contestato dalle opposizioni e non solo (emendamenti all’art 11 erano stati presentati anche da parte di esponenti della maggioranza di governo) su un possibile danno arrecato alle casse della Regione Siciliana che alcuni quantificano in quasi 7 miliardi di euro, non tenendo conto di quelle somme che a seguito dell’accordo non saranno più esigibili nella misura dovuta ma sotto forma di una tantum .

Ciò non è comprensibile ai tanti, soprattutto in un momento in cui la Regione mette in forse il futuro di migliaia di lavoratori proprio per mancata disponibilità di risorse economiche e continua a essere sotto l’egemonia del governo nazionale che dispone in tutto e per tutti, prova né è l’ennesima impugnativa che ha interessato la manovra finanziaria bis approvata qualche settimana addietro dall’ARS

Intanto nessuna proposta concreta viene fuori dal governo regionale, anzi nelle ultime ore sembra che il governatore Crocetta abbia rinunciato alla soluzione ipotizzata “Resais” ripiegando sull’Agenzia ; certo è che ne l’una ne l’altra ipotesi possono risultare credibili alla categoria, stante l’assenza dei contenuti e la campagna elettorale che non fa dormire sonni tranquilli a papabili candidati; lasciando migliaia di persone nel limbo della totale incertezza che sempre più si aggrava per le difficoltà economiche e le incertezze nei trasferimenti agli enti .

Una cosa è certa come categoria siamo distratti dal periodo vacanziero, come movimento sindacale di categoria abbiamo difficoltà a intraprendere iniziative che solo attraverso la partecipazione diretta e numeri consistenti può sortire effetti; tuttavia siamo determinati ad andare avanti , la posta in gioco è alta e non possiamo scherzare !

                                                             Il Segretario Generale

                                                                      Giuseppe Cardenia

 

Comunicato Stampa 18 Luglio 2016

MGLNon consentiamo a nessuno di calare il sipario su una problematica di cui non è stato ancora scritto il finale; la data del 30 giugno non può rimanere solo una giornata in cui tutti apparentemente mostravano interesse a dare voce e trovare soluzione ad una condizione sociale di 15.000 famiglie siciliane e a distanza di 15 giorni ritrovarsi con nulla di fatto, nemmeno una proposta su cui confrontarsi .

Guardare avanti con la consapevolezza che possiamo fare affidamento solo sulle nostre forze, che spesso e ripetutamente non prendiamo in debita considerazione, deve essere chiaro a tutti, diversamente vanifichiamo ogni proposito nell'agire .

Ciò premesso, richiamiamo l’attenzione sui lavori della Commissione Bilancio alla Camera dei Deputati aggiornati per oggi pomeriggio dopo il rinvio di venerdì scorso, all’ordine del giorno primeggia l’esame dell’articolo 11 del testo decreto Enti Locali, che fà esplicito riferimento ai 550 milioni riconosciuti alla Regione Siciliana a margine dell’accordo Crocetta – Renzi , accordo tanto contestato dalle opposizioni ma anche da alcuni esponenti della stessa maggioranza di governo, che rischia di naufragare con il serio e concreto rischio di congelare e rendere non spendibili le somme riconosciute, nonostante il decreto legge sia stato già recepito dall’ARS; possiamo immaginare ciò che questo comporterebbe in termini di ricadute in ambito regionale in materia di trasferimenti risorse economiche, preoccupazione che come segreteria MGL avevamo manifestato già in cabina di regia lo scorso 6 Giugno all’Assessore Lantieri.

Altro richiamo importante, che come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali riteniamo opportuno fare è, in ordine all’approvazione del piano triennale del fabbisogno personale, che in assenza di disposizioni chiare e garanti della posizione del personale dipendente a tempo determinato invitiamo gli enti a soprassedere e non avventurarsi in proposte che comportano quache stabilizzazione magari con decurtazione di ore a discapito della maggior parte dei soggetti interessati  .

Infine, ma non per meno importanza, consideriamo un vero e proprio abuso quello perpetrato a danno del personale dipendente a tempo determinato da parte degli Enti, che continuano ad operare con disparità nei pagamenti delle retribuzioni maturate e dovute al personale dipendente a tempo indeterminato e determinato, addebitando a quest’ultimi le difficoltà economiche che attanagliano il bilancio dell'ente,  negando loro la retribuzione con ritardi fino a 8 mensilità; nel merito, ci riserviamo di agire tempestivamente a tutela dei nostri iscritti presso le rispettive amministrazioni locali, dietro esplicito mandato ad intervenire, considerato che non più è accettabile tale comportamento.

Ci riserviamo di aggiornare, per il tardo pomeriggio di oggi, il presente comunicato, a rendiconto degli sviluppi che si avranno in ordine all’esame della legge di conversione del decreto enti locali, posto all’ordine del giorno dei lavori della commissione bilancio presso la camera dei deputati.

                                                                   Il Segretario Generale

                                                                        Giuseppe Cardenia     

Comunicato Stampa 7 Luglio 2016

MGLCOERENZA ! Un termine in disuso, che oramai da troppo tempo in tanti, troppi, non adottano più nei propri comportamenti a discapito di chi inconsapevolmente, risulta essere unico destinatario di atteggiamenti che tentano di mistificare scelte e posizioni in precedenza assunte, a giustificazione del proprio operato .

Permetteteci di trarre queste conclusioni dopo l’esito inconcludente dei lavori, ieri in cabina di regia, a conferma di quanto avevamo già predetto in Piazza Indipendenza lo scorso 30 giugno 2016 a margine dello sciopero generale, che, unitamente indetto dalle varie rappresentanze dei lavoratori e degli enti locali sulla problematica precariato enti locali, veniva disertato da una parte di queste, ritenendo inopportuno dare seguito sul momento, ad un confronto istituzionale con il governo Crocetta presente a Palazzo d’Orleans e fuori luogo a parere di chi ha pensato bene di aggiornare il tutto a mercoledì 6 luglio in cabina di regia presso l’Assessorato regionale alle autonomie locali, non tenendo assolutamente conto di una piazza autorevole che poteva e aveva la forza di dare in quel preciso momento impulso ad una trattativa, che và avanti tra mille difficoltà, fra dichiarazioni stampa e prese di posizioni sul piano puramente politico senza nulla concretizzare .

Come segreteria MGL, leali sempre, con chi ci onoriamo di rappresentare, riteniamo importante e prioritario partire proprio da quella piazza dando a questa valore e peso, quella stessa piazza che il 30 giugno non ha visto sventolare le bandiere MGL così come annunciato alla vigilia dello sciopero, quella piazza in cui non ci siamo messi in testa al corteo, quella piazza in cui abbiamo fatto per espressa volontà e convinzione non uno ma dieci passi indietro, per agevolare il dialogo, il confronto, l’unità d’intenti e non essere additati sempre, come chi vuole dividere o alimentare le contrapposizioni, una piazza che riteniamo nostra non per appartenenza sindacale ma perché fatta da noi lavoratori precari e come tali, unici titolati a rivendicare risposte immediate senza rinvii e passerelle che il momento sotto forti tentazioni promuove .

Oggi più di ieri c’è necessità di fare ricorso ad  un linguaggio chiaro, facile, comprensibile ai tanti, che arrivi in modo diretto al collega, senza lasciare spazio a facili e dubbie interpretazioni che altri possano strumentalizzare .

Confermiamo la nostra ferma volontà ad andare avanti, insieme a chi opera in modo leale e corretto nell’interesse esclusivo e prioritario di una categoria, a favore di una norma che non metta in discussione il lavoro fin qui fatto, riconosca le professionalità e le competenze maturate, consolidi lo stato di fatto attraverso la storicizzazione della spesa che lasci invariati i contratti stipulati sia sotto il profilo giuridico che economico .

Non condivideremo soluzioni allargate, così come alcune sigle sindacali ieri al tavolo prospettavano, con esplicito riferimento ad altre forme di precariato in essere nella pubblica amministrazione; forme di precariato a cui riserviamo la nostra massima attenzione ma subordiniamo ogni loro possibile soluzione alla nostra, annunciando da subito una netta e forte contrapposizione .

Su un punto si conviene unitariamente al tavolo, ovvero, quello che spetta al governo fare la prima mossa presentando una proposta credibile su cui confrontarci seriamente al di là delle dichiarazioni rese a mezzo stampa ieri da Faraone oggi da Crocetta e nei giorni a seguire da chi è pronto a scendere in campo per la competizione elettorale in vista delle prossime elezioni regionali .

Come segreteria MGL permetteteci di fare le nostre dovute considerazioni sul ruolo demandato all’assessore alle autonomie locali On Lantieri in cabina di regia, che in piena consapevolezza sà di recitare a nome e per conto di un governo regionale che è stato defraudato di quel potere decisionale che un tempo l’autonomia regionale le aveva dato e che oggi con Rom ha barattato .

In ordine al recepimento del decreto enti locali varato dal Governo Renzi che l’ARS ha approvato con non poche difficoltà nella seduta di ieri, per la parte relativa al trasferimento dei 550 milioni di euro necessari a compensare la scopertura di Bilancio approvato lo scorso mese di marzo, riteniamo manifestare le nostre forti perplessità, che già ieri al tavolo in cabina di regia abbiamo evidenziato come segreteria MGL, ovvero le ricadute in negativo che comporterebbe una mancata riconversione in legge del decreto da parte del Parlamento nazionale chiamato a pronunciarsi entro i 60 giorni dalla sua emanazione, preoccupazioni che lo stesso assessore Lantieri non ha del tutto rigettato .

                                                            Il Segretario Generale

                                                                     Giuseppe Cardenia

  

Comunicato Stampa 2 Luglio 2016

MGLAbbiamo ritenuto opportuno, concederci un giorno di riflessione su ciò che lo sciopero generale proclamato dalla categoria precari enti locali, portato a buon fine lo scorso 30 Giugno a Palermo, ha generato, prima di rappresentare le nostre personali considerazioni e fare le dovute e giuste valutazioni sulle cose da fare e sulle posizioni da assumere nell’immediato .

Un dato è tratto, la categoria ha risposto in modo esemplare (anche se non è mai abbastanza), scendendo in piazza numerosa (poco più di 8.000 persone) richiamando l’attenzione sulla propria condizione sociale, che solo da precari si può comprendere e rappresentare senza compromessi alle istituzioni con cui bisogna per ragioni di cose interloquire (diversamente non c’è bisogno di fare cortei e convocare adunanze fine a stesse).

La presenza di poco più di 250 amministratori locali in testa al corteo, ha contribuito a fare emergere e dare risalto alle tante criticità, che sempre più assumono i connotati di una vera e propria emergenza a rischio tenuta sociale, con l’aggravarsi della difficile situazione personale ed economica di famiglie, che nella maggioranza dei casi fanno riferimento a questa unica fonte di reddito e come tali pretendono risposte concrete, immediate, certe e stabili nel tempo .

Come segreteria MGL possiamo con convinzione affermare che, l’unità di intenti deve continuare ad esserci nel comune agire dei lavoratori chiamati a tutelare in prima persona i propri interessi (prova né è l’adesione significativa allo sciopero dello scorso 30 giugno), lavoratori che devono rimanere interlocutori privilegiati al tavolo istituzionale e non solo numeri di piazza di cui ognuno può indebitamente appropriarsi per fini che non sono quelli che hanno motivato la partecipazione .

Non troviamo ancora alcuna giustificazione, al comportamento posto in essere dalle organizzazioni sindacali CGIL CISL UIL CSA CUB UGL e dall’ANCI Sicilia a fine corteo, per la scelta fatta dopo gli interventi tenuti in piazza Indipendenza dai rispettivi segretari regionali e nazionali (in alcuni casi hanno avuto il sapore più di una sponsorizzazione della propria sigla che prendere posizione sulla problematica chiamati ad affrontare, se non in modo generale), di non tenere alcun incontro con il governo regionale presente a Palazzo d’Orleans (presente Presidente Crocetta e Assessori Baccei e Lantieri) e disponibile a tenere un confronto; optando, diversamente per uno sciogliete le righe e abbandonare la piazza e i lavoratori che più disorientati che mai, dopo una giornata di grande mobilitazione, non hanno compreso ciò .

Una piazza importante e determinata, che si è svuotata delle bandiere e degli striscioni, ma non dei lavoratori che sono rimasti (facendo salire la tensione) fino a quando si è concluso l‘incontro che una delegazione di lavoratori precari, (che al di là delle sigle che rappresentavano MGL, PEPS e USB) hanno interloquito in maniera diretta e senza perdite di tempo sulla problematica e sulle cose da fare .

Ciò che oggi ci preoccupa, alla luce di quanto sopra riportato è la poca coerenza e serietà di chi, sceso in piazza insieme a noi dopo appena mezza giornata ha tradito le aspettative di una categoria; ora mi chiedo che posizione assumeranno le medesime persone in cabina di regia al prossimo incontro già convocato per mercoledì 6 Luglio c.a a Palermo presso  l'assessorato regionale alle autonomie locali; incontro in cui il governo è chiamato ad illustrare i contenuti della proposta di legge che intende perseguire a soluzione del precariato enti locali .

Certo è che non ci saranno alibi per nessuno, tutti saremo chiamati a prendere posizione in merito alla tanto discussa e contestata Agenzia Lavoro o ultima rivisitazione in società per azioni RESAIS; proprio in questo contesto il ruolo di lavoratori precari presenti al tavolo non può essere di secondo piano ma deve primeggiare a tutela e salvaguardia del futuro occupazionale di una categoria .

Se dall’incontro con il Governo avuto a margine della manifestazione del 30 Giugno, emerge una volontà a dare per scontato una copertura finanziaria per gli anni a seguire dei contratti a tempo indeterminato, attraverso una storicizzazione della spesa , non pochi dubbi alimenta il percorso che il governo intende perseguire per la trasformazione dei contratti da tempo determinato a indeterminato, il numero dei soggetti interessati e non ultima la storicizzazione della spesa da noi intesa come un consolidamento dello stato di fatto (categorie, monte ore contrattualizzato copertura dei posti vuoti in dotazione organica dell’ente presso cui si presta servizio, collocazione in posizione sopranumeraria del personale che non riscontra disponibilità di posti nella dotazione organica del proprio ente) .

Nè l’Agenzia Lavoro di cui ancora oggi non abbiamo avuto modo di prendere visone dei contenuti della norma che dovrebbe regolamentarla (rigettiamo a priori qualsiasi riferimento alle norme del Job acte che mettono in discussione l’anzianità di servizio e la professionalità acquisita alle dipendenze della Pubblica Amministrazione), né la RESAIS il cui agronimo sta per (Risanamento e Sviluppo Attività Industriali Siciliane ) ci sembrano le soluzioni tanto auspicate dalla categoria; diversamente siamo fortemente convinti che il principio a cui sempre abbiamo fatto riferimento nelle nostre proposte rimane un punto fermo a cui ancorare qualsiasi ragionamento di soluzione, ovvero non considerare le stabilizzazioni nuove assunzioni, principio peraltro oggi ripreso anche da un parere del CGA .

                                                              

                                                            Il Segretario Generale

                                                                          Giuseppe Cardenia   

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