Comunicato Stampa 10 Aprile 2016
Le perplessità e dubbi che nelle ultime settimane abbiamo manifestato e trasferito nei contenti degli ultimi comunicati stampa, hanno trovato conferma ieri al tavolo tematico sul precariato, convocato nel corso della manifestazione Sicilia2.0, ideata e promossa dal sottosegretario Faraone quale espressione del governo Renzi in Sicilia, che giungerà a termine nella giornata odierna dopo tre giorni di incontri, confronti e interventi su varie tematiche sociali .
Invitato a intervenire come relatore, l’incontro è stato occasione importante per dare voce ad una categoria e portare al tavolo criticità e proposte a soluzione del precariato enti locali in Sicilia, sostenendo un confronto serrato per quasi due ore con l’interlocutore politico e uomo di governo in Sicilia, ma ancor prima espressione diretta del Presidente del Consiglio Renzi, Dott. Alessandro Baccei assessore regionale al Bilancio, presenti al tavolo il Ragioniere Generale Dott Salvatore Sammartano, altro funzionario della Regione siciliana, una delegazione di colleghi e il Dott. Nicola Vernuccio ex assessore regionale agli enti locali nel Governo Lombardo della passata legislatura che ha assolto al compito di moderatore .
Per meglio comprendere l’esito dell’incontro, mi limito a sintetizzare in modo molto elementare i contenuti e le criticità che sono emerse, criticità che devono farci fare un salto dalla sedia su cui ci accomodiamo la mattina nei rispettivi posti di lavoro, avendo bene in mente che in tutto questo percorso e diabolico piano ci sono delle complicità che dobbiamo portare alla luce entro qualche settimana .
L’annuncio dato ieri, oggi riportato sui quotidiani, in relazione alle somme (500 milioni) che lo Stato si è impegnato a riconoscere alla Sicilia, somme importanti che consentono di chiudere il Bilancio della Regione appena approvato, non sono libere concessioni ma dei veri e propri condizionamenti che assoggettano il Governo della Sicilia ad un vero è proprio stato di sudditanza nei confronti del governo nazionale, al di là di ciò, che può affermare e sostenere il presidente Crocetta .
Così come sostenuto da questa segreteria MGL, la legge di riforma delle dismesse province, gioca un ruolo centrale nella vicenda precari enti locali e concessione somme da parte dello Stato, di fatto, la legge appena approvata che adegua la riforme delle province a quella nazionale , è chiamata a soddisfare una semplice operazione matematica, improntata al recupero di risorse atte al risanamento delle finanze regionali .
Come ? procedendo d’Ufficio al trasferimento delle competenze delle funzioni e del personale delle dismesse province (circa seimila unità dato fornito dall’assessore Baccei) a discapito del personale precario già in forza agli enti, che viene estromesso senza nulla a pretendere dal proprio posto di lavoro, con l’aggravante di assistere impotente alla copertura dei vuoti in dotazione organica e l’utilizzo delle risorse che sono state quantificate come economie a seguito del personale posto in quiescenza nel triennio antecedente all’assunzione; ciò comporterebbe a vantaggio delle casse regionali un recupero di risorse pari a 180 milioni, (dati forniti dall’assessore Baccei) tanti quanti sono le somme oggi impegnate per la proroga dei contratti a tempo determinato negli enti locali .
Cosa succede con l’art 27 della legge finanziaria regionale, che dispone l’approvazione entro il 30 Giugno del fabbisogno personale ai fini della stabilizzazione ? si annulla per conflittualità di norme la procedura ( così come da tempo da noi sostenuto), prevalendo così il blocco delle stabilizzazioni per gli anni 2016 e 2017, che la norma nazionale di riforma sulle province prevede .
A cosa porta la concertazione che alcune sigle sindacali stanno attivando sul territorio regionale proprio in merito all’art 27 ? a predisporre un piano triennale di assunzioni e ad un impegno delle economie, che alla luce di quanto riportato non risultano più credibili, a tal uopo si ritiene necessario e non più rinviabile chiedere a questi signori, che posizione assumono di fronte a questa reale e drammatica situazione.
CGIL CISL UIL CSA UGL DICCAP e quant’altri, sono pronti a sostenere che i posti vuoti in dotazione organica degli enti presso cui presta servizio il personale precario sono a questo riservati, quindi non cedibili a nessuno tanto meno al personale delle dismesse province ?.
Importante conoscere subito, già domani mattina sui rispettivi posti di lavoro, la loro posizione in merito, diversamente ci prendiamo in giro, sostenendo la categoria con parole spese al vento e poi di fatto operativamente consentiamo la mobilità del personale delle dismesse province a copertura dei posti vuoti negli enti dove i precari oggi e da venticinque e più anni lavorano ; principio che non può essere condizionato dai numeri, nemmeno se trattasi di qualche unità .
Dove andrebbero collocati i soggetti una volta estromessi dai posti di lavoro dove oggi prestano servizio? al 31 dicembre 2016 sarebbero attivate le procedure per l’assorbimento nella società consortile (Agenzia Lavoro) già ipotizzata a fine anno in fase di stesura finanziaria nazionale poi accantonata ; società che consentirebbe la fornitura di prestazioni professionali alle amministrazioni che ne farebbero richiesta in quanto soci azionisti in misura pari alle quote che oggi sono demandate come spesa cofinanziamento contratti ( Comuni e Regione ) .
Società che, così come ipotizzata, non escluderebbe il ricorso alla cassa in deroga per il personale che non dovrebbe trovare collocazione, procedura non contestata dalle organizzazioni sindacali, nel mese di Ottobre scorso quando in Commissione Bilancio come segreteria MGL avevavmo duramente contestato l’allora assessore regionale al lavoro Caruso che ipotizzava tale percorso .
La società è una strada percorribile ? Si !
se prospettata come noi l’avevamo ipotizzato nel 2012, depositando all’Ufficio di Presidenza ARS , una nostra proposta di legge ad iniziativa dei consigli comunali .
La società deve tenere conto delle professionalità e delle competenze e deve gestire eventuali esuberi, anche facendo ricorso a posizioni di sopranumero là dove è possibile e richiesto dall’ente stesso, ma prima su tutto bisogna pretendere con forza e con ogni mezzo a nostra disposizione che i vuoti disponibili in dotazione organica degli enti vanno coperti con il personale che di fatto oggi è già nell’ente e garantisce la funzionalità dell’ente stesso , andando in deroga a tutte quelle limitazioni di legge che impediscono la stabilizzazione , vedi decreto legge 101/2013, legge di riforma delle province etc., così come è avvenuto nel resto d’Italia negli anni 2007 e 2008 per i precari che si trovavano nella nostra medesima condizione.
La disponibilità di vuoti in dotazione organica degli enti riscontra la platea del personale precario in forza agli enti stessi ? Dobbiamo prendere atto che da 28 anni i comuni siciliani non operano alcuna assunzione, ciò ci può dare un’idea dei numeri che subito smentiscono i dati che ieri l’assessore regionale Baccei ha dichiarato (meno di duemila posti);, siamo convinti che la differenza si attesta su numeri che di poco discordano con la platea dei soggetti beneficiari , tenendo conto che, il triennio che segue, porterà ad una notevole riduzione degli organici per raggiunti requisiti pensionistici di chi ci precede.
Quali conclusioni ? La conclusione è di non demordere e sostenere convintamente che gli enti non possono disperdere un bagaglio di risorse umane così importatnte, su cui hanno investito per venti anni in termini di competenze e professionalità, è inconcepibile affermare che i posti vuoti non vanno riservati e coperti subito ad invarianza di spesa con il personale che già opera nell’ente in una posizioni che possiamo considerare fuori ruolo.
Se la società a cui tanto si fa' riferimento deve essere una realtà o los trumento cha aghevola il percorso, siamo pronti a condividere questo percorso, apportando tutte quelle modifiche e integrazioni che tutelano e salvaguardano a priori tutta la categoria , nessuno escluso .
Certamente in tutto questo discorso la politica nazionale gioca un ruolo di primpo piano, a cui demandiamo gli oneri e gli onori nel condividere e affermare che si può e si deve andare oltre le tante parole e i buoni propositi; perchè e possibile farlo, basta non considerare le persone solo dei numeri.
Certo è che tutti, da domani siamo chiamati a pretendere e ottenere certezze e risposte sul nostro imminente domani, consapevoli, dopo le affermazioni fatte ieri dall’assessore Baccei , che l’operazione smantellamento precari enti locali in Sicilia, avviata con il governo Crocetta nel 2013, si appresta ad accelerare e portare a termine forse l’unica riforma delle mille annunciate, quella di porre fine ad una prospettiva occupazionale a atempo indeterminato negli enti locali .
Di tutto questo si è redatto un documento che fà emergere in modo chiaro e inequivocabile le posizioni delle parti sedute al tavolo, annotando che il tavolo era di confronto o non di definizione , ciò ad auspicio che le nostre posizioni vengano veicolate e recepite dal governo nazionale.
Un doveroso e particolare GRAZIE alla collega Vera che tanto si è spesa e continua a spendersi per questa comune causa.
BUONA DOMENICA !
Il Segretario Generale
Giuseppe Cardenia
Comunicato Stampa 9 Aprile 2016
Se continuiamo a rimanere in silenzio e nell'ombra il rischio concreto di diventare invisibili e non più un problema è un dato di fatto; prova nè sono le ultime battute del governo e dell'assemblea regionale con le norme esitate, legge finanziaria e legge di riforma delle province che dicono tutto e il contrario di tutto, dando un'altra bordata alla nostra categoria con le conseguenze che abbiamo accennato nel precedente comunicato, non dimentichiamo inoltre che dei 180 milioni previsti in bilancio per dare copertura alla spesa dei contratti per l'anno 2016 ben 115 di questi sono ipotetici in quanto devono trovare riscontro nei trasferimenti che Roma si è impegnata a versare nelle casse della Regione Siciliana .
Non è il tempo di sottrarci alle nostre precise responsabilità, ma bensì quello di andare avanti con le idee chiare di ciò che da oltre ventennio rivendichiamo un contratto di lavoro a tempo indeterminato, facendo sentire la nostra voce a Roma .
Per queste ragioni ho accettato con convinzione di prendere parte ai lavori del tavolo tematico sul precariato in programma oggi a Palermo, nell'ambito della manifestazione denominata Siciliaduepuntozero (leopolda siciliana) e rappresentare le istanze di una categoria alla presenza di esponenti del governo regionale e nazionale .
Dobbiamo mettere in chiaro tante cose.. prima su tutto che trattasi di persone che quotidianamente lavorano e producono beni e servizi a favore delle ripsttive comunità, e non vivono di assistenza così come la stampa è abitualmente impegnata a rappresentarci, ritenedoci uno spreco da eliminare; contestualmente metteremo sul tavolo la nostra comune proposta che in modo elementare non può che essere quella di prendere atto che i Comuni in Sicilia oggi funzionano grazie all'apporto professionale e alle competenze maturate in venti e più anni di precariato .
Il programma della giornata prevede che dalle 15:30 alle 17:30 saranno portati avanti i lavori del tavolo tematico sul precariato, che possono essere seguiti in diretta social stream - Sicilia 2.0
all'indirizzo http://siciliaduepuntozero.it
Il Segretario Generale
Giuseppe Cardenia
Comunicato Stampa 5 Aprile 2016
Da un’attenta lettura dell’art 27 della legge regionale n. 3 del 18/03/2016 emerge sempre più, una chiara volontà del legislatore regionale ad arrecare danno alla categoria e disperdere ciò che rimane di quella normativa previgente all’entrata in vigore della legge regionale n. 5 del 2014, tanto acclamata dalle organizzazioni sindacali e dal governo regionale.
Se vogliamo trovare una via d’uscita dalla situazione stagnante in cui ci siamo venuti a trovare per chiara ed espressa volontà della categoria, non possiamo cancellare la nostra storia di precari, chi siamo, da dove proveniamo, cosa rivendichiamo; non possiamo prima di tutto rimuovere dalla nostra memoria una delle ultime manifestazioni regionali indette da questa segreteria MGL nel lontano 10 Aprile 2013, quando forti della presenza in piazza (cinquemila persone e 150 Amministratori locali a seguito) affrontavamo in un’affollata e animata assemblea nella sala gialla il presidente della Regione Siciliana On Rosario Crocetta, da poco insediatosi a Palazzo d’Orleans (Novembre 2012), già intento a smantellare questo precariato in nome di sani principi che camuffavano una triste realtà che giorno dopo giorno durante il suo mandato stiamo amaramente riscontrando e scontando a nostre spese .
Siamo sempre più convinti che a normativa vigente, nessuna stabilizzazione sarà possibile portare a termine, oltre che per i punti che ieri abbiamo accennato nel precedente comunicato, anche per un possibile scontro interno alla categoria che riteniamo sempre più inevitabile; nessuno dopo decenni di precariato consentirà ad altri di non rispettare principi e procedure a cui sempre ci siamo appellati tutelando nella generalità del precariato, la categoria, oggi messi in discussione da una pseudo classe politica che non merita assolutamente di fregiarsi del titolo di legislatore .
Non comprendiamo bene la corsa e l’interesse posto in essere da alcune organizzazioni sindacali, nel sollecitare incontri e formalizzare istanze di concertazioni presso le amministrazioni interessate, alla luce di una norma ( art 27 legge regionale n.3 del 2016) che porta con sé mille incertezze e non promuove alcuna soluzione, fatta qualche eccezione ; o peggio promuovere il prepensionamento, secondo il dettato ministeriale (circolare n. 4 del 2014), in base a cui i lavoratori che potrebbero risultare in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi applicati prima dell'entrata in vigore del decreto legge n. 201 del 2011 o che li possano conseguire in tempo utile per maturare la decorrenza del trattamento medesimo entro il 31 dicembre 2016 possono andare in quiescenza a danno della categoria che non solo non beneficia di alcuna stabilizzazione ma deve prendere atto della soppressione dei posti resisi liberi .
Il 20 Aprile 2016 si avvicina…. Diamo forza alle nostre istanze e valore alle nostre professionalità e competenze, oggi indispensabili per il funzionamento della macchina amministrativa degli enti locali, non subiamo passivamente le scelte che gli altri stanno facendo per noi, ritorniamo a essere protagonisti di noi stessi e del nostro domani !
Non consentiamo a nessuno, (deputati e funzionari regionali, amministratori e funzionari loacali, sindacati regionali e territoriali) di eludere il 50 % dei posti disponibili nelle categorie A e B, che la normativa previgente alla legge 3/2016 riconosceva a favore di chi titolare di un contratto a tempo determinato riscontra il possesso dei requisiti di cui all'art 4 comma 6 della legge 125/2013, a beneficio di altri .
Il Segretario Generale
Giuseppe Cardenia
Comunicato Stampa 4 Aprile 2016 bis
Non possiamo permetterci alcuna distrazione ! Vigilare continuamente sull’operato delle proprie Amministrazioni è d’obbligo, non deleghiamo ad altri ciò che dobbiamo fare in prima persona a tutela e salvaguardia dei propri e legittimi interessi.
In ordine alle richieste di concertazioni che stanno pervenendo da parte di organizzazioni sindacali, ai comuni per la programmazione del piano triennale del fabbisogno personale che gli stessi sono chiamati ad approvare entro il prossimo 30 Giugno c.a. per poi trasmetterlo entro i successivi gg.15 al competente Assessorato Regionale alle Autonomie Locali; dobbiamo risultare determinanti nelle scelte che queste andranno ad operare, pretendendo massima attenzione e priorità a favore delle procedure di stabilizzazione a tempo indeterminato del personale precario già in forza all’ente medesimo .
Se da una parte nutriamo forti dubbi sui risultati che l’applicazione dell’art 27 della legge regionale n. 3 del 1 Aprile 2016 può sortire a vantaggio della categoria in termini di prospettive assunzionali, per aspetti non trascurabili come:
- -poca o assenza di risorse disponibili spendibili come economie sulla spesa personale ;
- -rischio concreto di conflittualità con la legge di riforma delle dismesse province .
dall’altra non abbiamo dubbi sul fatto che dobbiamo risultare determinati in ordine alla consistenza dei posti vuoti in dotazione organica e alla necessità che questa deve prioritariamente riscontrare la totalità delle figure professionali e delle categorie del personale precario già alle proprie dipendenze.
Per quanto sopra sollecitiamo tutto il personale a riscontrare con la massima urgenza e in prima persona, ciascuno presso il rispettivo ente, ciò che l’Amministrazione si appresta ad approvare, non avendo remore ad agire nel caso in cui questa non dà notizie o diversamente non riscontra quanto da noi attenzionato; consapevoli che come segreteria MGL saremo pronti a intervenire a supporto della categoria .
Si invitano altresi tutte le amministrazioni e il personale direttamente interessato a comunicare entro la giornata di domani, la presenza di soggetti facenti parte della categoria, che risultano vincitori di concorso e/o idonei, utilmente inseriti in graduatorie formulate ai sensi della previgente normativa di cui alla L.R. 24/2010 , la cui procedura di assunzione a tempo indeterminata non si è conclusa e risulta sospesa .
Il Segretario Generale
Giuseppe Cardenia