Comunicato Stampa 17 Dicembre 2014
Siamo fortemente preoccupati sul comportamento di alcuni amministratori locali che alla sola notizia, peraltro ancora tutta da confermare, in merito ad una possibile deroga all’art 4 commi 9 e 9bis della legge 125/2013 per l’anno 2015 che consentirebbe loro, di prorogare per un ulteriore anno i contratti in scadenza il prossimo 31 dicembre; ripiegano senza indugio sulla solita proroga, accantonando ogni procedura possibile o propedeutica alla stabilizzazione, anche al ricorrere di condizioni favorevoli, che ai sensi del decreto legge 90/2014 risultano percorribili .
Non si è ben compreso che l’eventuale deroga per l’anno 2015, che la legge di stabilità in discussione in Commissione Bilancio al Senato dovrebbe contemplare, non risolve il problema tanto meno l’ho affronta nel merito, limitandosi solo a posticipare nel tempo le procedure di stabilizzazioni senza rimuovere le cause ostative che di fatto hanno impedito oggi, agli enti, di programmare l’assunzioni a tempo indeterminato del personale interessato, lasciando inalterata la situazione attuale .
Alla luce di quanto riportato, si evince ancora una volta, che la politica locale ogni qualvolta se ne presenta l'opportunità, pone in secondo piano la problematica in esame, che sempre più assume i connotati della straordinarietà e dell’emergenza incurante di riscontrare nell'immediato senza ulteriori rinvii una risposta esaustiva, appropriata e definitiva; che a nostro dire solo un intervento legislativo potrà dare, sottraendo questa categoria alla disciplina del decreto 101/2013 e alle ordinarie procedure di reclutamento del personale nella pubblica amministrazione, secondo il dettato dei decreti legge 90/2014 e 66/2014 .
Alla luce di quanto sopra, non possiamo che ritenere forviante e dal tenore puramente propagandistico la “manifestazione dal carattere provinciale”, data la partecipazione in modo prevalente dei colleghi e degli amministratori agrigentini, indetta dalle segreterie regionali di CGIL, CISL e UIL il 10 Dicembre u.s. davanti Palazzo d’Orleans, all'indomani della riunione congiunta delle commissioni parlamentari Bilancio- Affari Istituzionali - Lavoro, convocata dai rispettivi Presidenti sulla problematica precariato; occasione che si è rivelata importante e autorevole nel corso della quale sono stati calendarizzati passaggi istituzionali di rilievo, utili e indispensabili a riscontrare secondo ordine di priorità i punti a seguire:
- la continuità dei rapporti di lavoro in scadenza oltre il 31/12/2014 ;
- la modifica dell’art 30 della legge 5/2014 in ordine all’accertamento degli squilibri di bilancio e consolidamento della spesa storicizzata al 31 dicembre 2013 ;
- l’avvio di un confronto immediato con il parlamento nazionale a cui attenzionare la specificità della problematica siciliana rivendicando, attraverso la deputazione siciliana, l’approvazione di una norma a favore .
Non si può manifestare soddisfazione solo perché il presidente Crocetta ha incontrato una delegazione, promettendo una cabina di regia dopo aver duramente bacchettato i sindaci per non aver dato seguito alle stabilizzazioni, Ai sensi di quale normativa ? andrebbe chiesto.
Finiamola di assecondare chi già da tempo ha deciso per il nostro destino, sottraiamoci all’operato di questi signori che detengono un potere contrattuale per investitura disponendone a proprio uso e consumo, riappropriamoci delle nostre forze e coordiniamole al meglio per conseguire un comune obbiettivo, che solo da semplici lavoratori possiamo vedere e rivendicare senza compromessi .
Non condividiamo tacitamente l’operato di amministratori e funzionari dediti a fare cassa a nostre spese, non assecondiamo e non condividiamo piani che programmano assunzioni di figure apicali a fulltime senza tenere conto del dramma sociale che noi viviamo quotidianamente a nostre spese; vigiliamo sulla rideterminazione delle dotazioni organiche approvate dagli enti presso cui prestiamo servizio affinchè queste riscontrino quanto più possibile le categorie e le figure professionali già in forza nell’ente con contratto a tempo determinato; contestiamo le esternalizzazioni dei servizi e il ricorso sproporzionato allo straordinario per tutelare le nostre posizioni e giustificare il nostro prioritario diritto alla stabilizzazione; non ci preoccupiamo di agire e denunciare in gioco c’è il nostro domani ma ancor prima quello dei nostri figli
DAI FORZA AI TUOI DIRITTI !!
Il Segretario Generale
Giuseppe Cardenia
Comunicato Stampa 16 Dicembre 2014
Si rischia seriamente di essere travolti dall’inettitudine di una classe politica incapace di operare e affermarsi come tale, in un contesto storico assai problematico fortemente insidiato da una corruzione dilagante senza pudore; dove l’arroganza, la presunzione, il malaffare, le compiacenze l’ha fanno da padrone sulle capacità, le professionalità, le competenze, le conoscenze, che un tempo caratterizzavano la statura politica di uomini e statisti che oggi solo in pochi sanno affermare, delimitando con forza limite tra il saper fare e l’improvvisare .
A pochi giorni dalla fine dell’anno dobbiamo fare i conti con un quadro sociale allarmante, aggravato com'è dalle tante incertezze economiche e da un sovrapporsi di norme che condizionano pesantemente la posizione lavorativa di migliaia di lavoratori facenti parte la categoria .
Bisogna attendere che la Commissione Bilancio al Senato completi l'esame degli emendamenti presentati alla legge di stabilità, per conoscere sè la deroga all’art 4 comma 9 e 9 bis della legge 125/2013 anche per l'anno 2015 è una certezza, per dare continuità di lavoro oltre il 31 dicembre 2014 a migliaia di lavoratori a tempo determinato, con particolare attenzione a quanti prestano servizio presso enti in predissesto o in dissesto.
Bisogna attendere fino al 30 Dicembre 2014 per avere contezza della norma che approva l’esercizio provvisorio per i primi quattro mesi del 2015, strumento essenziale per qualsivoglia ragionamento in termini di bilancio economico e copertura finaziari ai vari provvedimenti legislativi, così sembra aver deciso la conferenza dei capigruppo oggi a Palazzo dei Normanni, dopo aver preso atto della mancata predisposizione della bozza di bilancio che il governo si era impegnato a presentare e approvare in giornata senza nulla di fatto.
La proroga data troppo per scontata, è subordinata oltre che alla predisposizione e approvazione della bozza di bilancio dell’esercizio provvisorio anche al reperimento delle dovute e giuste risorse economiche ; messe in dubbio o fortemente ridimensionate dai tagli che il Governo ha annunciato per recuperare poco più di un miliardo; ciò a testimanianza di quanto avevamo manifestato il giorno dopo l'insediamento del nuovo assessore al bilancio Baccei, espressione diretta del Premier Renzi, ritenuto come un vero e proprio commissariamento della regione siciliana.
Se a questa complicata vicenda, prendiamo in esame il cambio di guardia alla giuda del dipartimento regionale alle finanze operata in giornata dal Governo con la nomina del nuovo dirigente Dott. Sammartano a posto del Dott Pisciotta, permetteteci di alimentare forti preoccupazioni sui giorni che seguiranno.
La legge di stabilità in discussione in Commissione bilancio al Senato, sta affrontando anche un’altra problematica che non esclude ricadute negative e ritorsioni sugli enti locali e sui precari che presso questi prestano servizio, il riferimento và al personale dipendente delle dismesse province regionali a cui si sta cercando una nuova collocazione tramite procedure di mobilità e non è escluso a priori una collocazione presso comuni e enti pubblici diversi .
In relazione alla tanto sbandierata soluzione del precariato nella pubblica amministrazione, con esplicito riferimento alla sentenza pronunciata dalla Suprema Corte di Strasburgo che condanna l’Italia quale stato membro della comunità europea ad osservare le direttiva in materia di contratti a termine, ripetutamente violate con la reiterazione di più contratti a termine oltre il limite temporale massimo di trentasei mesi, confermiamo le nostre perplessità circa l’automatismo di riconversione dei contratti da tempo determinato a indeterminato, veicolato come messaggio distorto e viziato per altri interessi .
Da una prima lettura della sentenza fatta dai nostri legali sembrerebbe che l’applicazione della sentenza non comporta una sanatoria tou curt dell’illecito accertato, attraverso una riconversione del rapporto a tempo indeterminato, ma diversamente riconosce la possibilità in capo al lavoratore interessato di indire una procedura legale attraverso cui per espressa volontà del giudice avere riconosciuto il danno , sanzionabile in una riconversione del rapporto atempo indeterminato o in una quantificazione economica pari ad un numero di mensilità da corrispondere.
In merito a quanto sopra và precisato che la sentenza, obbliga lo Stato italiano a prenderne atto e rivedere la propria normativa vigente sui rapporti a tempo determinato attraverso una rivisitazione del decreto legge 368/2000; è di oggi la dichiarazione del Presidente del Consiglio Renzi che per la giornata del 24 Dicembre p.v. nella seduta del Consiglio dei Ministri saranno predisposti due decreti attuativi della legge delega sul Jobs Act, legge che il Ministro per il Lavoro Giuliano Poletti ha indicato, rispondendo ad alcune interrogazioni in aula poste la scorsa settimana, come opportunità per fare proprie le contestazioni mosse dalla Suprema Corte di Giustizia Europea e procedere in ordine ai contratti a tempo determinato, regolamentando le modalità attuative e l'applicazione .
Tutto ciò premesso, riteniamo essenziale e vitale per il nostro comune futuro di lavoratori dipendenti della pubblica amministrazione, rinnovare con forza l’appello a tutto il personale interessato a non distrarsi dal vero problema tanto più dare credito e andare dietro ai tanti pifferai magici per scongiurare la fine che la favola ci insegna .
Ancora una volta abbiamo avuto ragione su ciò che ieri altri ci contestavano, ancora una volta vi invitiamo a sostenere una proposta credibile su cui spenderci senza se e senza ma, convinti come siamo che questa non passa nel modo più categorico nè attraverso il decreto 101 convertito in legge 125/2013, i decreti legge 90/2014 e 66/2014, la legge regionale 5/2014, nè tantomeno attraverso il declassamento o la riduzione delle monte ore di contratto; ma bensì muove dalla consapevolezza che dietro i numeri ci sono famiglie che hanno programmato il proprio futuro, hanno e continuano a contribuire al tessuto socio-economico delle realtà locali dove hanno deciso di crescere i propri figli, hanno maturato professionalità e competenze.
Il Segretario Generale
Giuseppe Cardenia
Comunicato Stampa 11 dicembre 2014
Si continua ancora a fare di tutto per alimentare confusione e distogliere l’attenzione dal vero problema, porre fine a questa vergogna tutta siciliana, qual’è il precariato degli enti locali e non solo, generato da comportamenti duri a morire che hanno caratterizzato l’operato di politici e sindacati degli ultimi venti e più anni, ma altrettanto incomprensibile risulta essere il comportamento di colleghi che continuano ad assecondare una volontà d’intenti altrui che non rispecchia nel modo più assoluto la propria .
Bisogna avere il coraggio di affermare le proprie idee senza essere succubi di chi ci vuol fare credere che si muove nell’interesse dei lavoratori negando l’evidenza dei fatti; se oggi siamo in questa condizione non è un caso, non è sufficiente fare un “mea culpa” per essere discolpati da precise responsabilità, quelle di aver condiviso e sostenuto l’approvazione del decreto 101/2013 e a seguire il suo recepimento in Sicilia con l’approvazione dell’art 30 della legge n.5 del 28/01/2014 arrecando un danno incommisurabile ai lavoratori parte lesa e agli enti direttamente interessati su cui sono state riversate le responsabilità future.
I lavori della I - II e V Commissione parlamentare convocati dai rispettivi presidenti e portati avanti in seduta congiunta giorno 9 Dicembre u.s. a cui abbiamo prenso parte unitamente alle altre sigle sindacali, all’Anci, all’Asael, ai dirigente dei dipartimenti interessati Bilancio-Affari Istituzionali– Lavoro, sono stati propedeutici a fare un’analisi sullo stato di fatto e assumere contestualmente l’impegno concreto a porre rimedio al danno fatto con l’approvazione dell’art 30, sopra richiamato.
La calendarizzazione degli impegni assunti, da riscontrare secondo ordine di priorità che gli stessi rivestono, sono stati programmati avendo cura così come attenzionato dal Presidente della Commissione Bilancio On.Dina di concerto con i Presidenti delle Commissioni Lavoro e Affari Istituzionali, di vigilare e seguire attraverso un aggiornamento dei lavori alla prossima settimana, ritenuto indispensabile e utile a monitorare l’evolversi della situazione alquanto complicata stante gli interventi articolati tra il parlamento nazionale chiamato ad approvare con la legge di stabilità oggi in discussione in Commissione bilancio al Senato, la deroga relativa all’art 4 comma 9 e 9 bis della legge 125/2013 anche per l’anno 2015, al fine di garantire la prosecuzione delle attività oltre il 31 Dicembre 2014 ; indipendentemente se gli enti in forza di normativa previgente alla legge 5/2014 hanno deliberato contratti la cui scadenza è stata prevista oltre 2014; a seguire il parlamento regionale chiamato a recepire la norma e dare copertura finanziaria ; solo e subordinatamente a questi gli enti potranno adottare gli atti propedeutici a dare continuità ai rapporti di lavoro in scadenza .
Nel corso della seduta è stata ribadita la necessità che l’ARS con propria norma intervenga a modifica dell’art 30, rivedendo il computo degli squilibri finanziari intervenuti a seguito dei mancati contributi regionali così come disposto dal comma 6 del medesimo art 30 della legge regionale 5/2014 , accertando questi solo alla voce personale e non già sulla complessità del bilancio dell’ente stesso; principio condiviso dalla presidenza della Commissione Bilancio, che ha ssunto l'impego a procedere subito in questa direzione con l’approvazione degli emendamenti presentati.
Lo stesso Presidente dell’ANCI è intervenuto condividendo e dichiarando la propria posizione a supporto di questo percorso asserendo, altresì, di procedere in sede di conferenza Regione e Autonomie Locali convocata per la giornata del 10 Dicembre u.s., alla definizione del piano di riparto delle somme dovute per l'anno 2014, riferite al consolidato anno 2013 così come disposto dal comma 7 dell’art 30 ; approvato .
Tutto ciò premesso, invitiamo a dubitare e prendere le distanze da coloro che esultano per risultati che sono stati conseguiti in precedenza a tavoli diversi ben più autorevoli per spessore politico e per la qualificata presenza di funzionari regionali .
Non si può manifestare soddisfazione dopo una giornata di protesta davanti Palazzo d’Orleans solo perché il Presidente Crocetta ha concesso un incontro più per cortesia nei confronti di chi ha convocato la manifestazione che per sensibilità alla problematica o peggio ritenere un traguardo l'istituzione di un tavolo tecnico per monitorare la problematica quando in precedenza il giorno prima questo era stato un risultato conseguito per espressa volontà dei presidenti delle Commissioni parlamentari I - II e V .
SVEGLIAAAAA Colleghi !!! - da parte nostra tutta la solidarietà possibile per aver manifestato a difesa di un diritto che ci accomuna, ma nessuna giustificazione per aver perseverato per l'ennesima volta su strade sbagliate, battute da chi ancora una volta ha strumentalizzato.
Il Segretario Generale
Giuseppe Cardenia
Comunicato Stampa 9 Dicembre 2014 bis
Il Governo non risponde all’invito rivolto dagli On.li Dina, Greco e Cracolici rispettivamente Presidenti delle Commissioni Bilancio, Lavoro e Affari Istituzionali, a prendere parte ai lavori convocati in seduta congiunta oggi a partire dalle ore 11:00 nella Sala Rossa all’ARS sulla problematica Precariato Enti Locali.
La seduta protrattasi fino alle ore 14,30 ha registrato gli interventi dei segretari generali delle organizzazioni sindacali MGL, UGL, CISL, CGIL, UIL, Alba, CSA, dei rappresentanti regionali di ANCI e ASAEL , dei Dirigenti dei Dipartimenti Regionali al Bilancio, Lavoro e Autonomie Locali Funzione Pubblica e della deputazione facente parte delle Commissioni .
Giudichiamo positivo il confronto portato avanti nel corso del quale sono emerse le tante sfaccettature della problematica trattata, attenzionando modalita’, termini e priorita’ che queste rivestono nel breve e medio tempo, calendarizzando i passaggi successivi a cui ottemperare con la massima urgenza.
Come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali, abbiamo caratterizzato il nostro intervento ponendo come premessa alla base di qualsiasi ragionamento in prospettiva di una possibile soluzione, un'analisi particolareggiata della tipologia dei lavoratori presi in esame, dalle norme a regime e da quelle che lo saranno a partire dal 1 gennaio 2015 in materia di assunzioni personale nella pubblica amministrazione.
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salvaguardare gli attuali livelli occupazionali del personale a tempo determinato in scadenza al 31 Dicembre 2014 e in atto in servizio presso enti locali e non solo, sostenendo la approvazione di un emendamento alla legge di stabilita’ nazionale in discussione al senato che consenta di andare in deroga al comma 9 art 4 legge 125/2013 per il solo anno 2015, anche in presenza di dichiarato dissesto o in predissesto .
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Approvare il piano di riparto delle somme da riconoscere agli enti locali ai sensi del comma 7 art 30 della legge 5 del 2014 e contestuale assunzione impegno spesa in seno al bilancio per l esercizio finanziario anno 2014, in sede di conferenza Regione e Autonomie Locali convocata per domani mattina .
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Approvare in commissione bilancio convocata per domani, gli emendamenti stralciati alla legge di assestamento bilancio approvata lo scorso mese di agosto , attraverso cui si dispone.
4. Impegnare il Governo nazionale attraverso un confronto immediato sollecitato dalla deputazione regionale e da quella nazionale eletta in Sicilia, che attenzioni la specificità della categoria sottraendola alle norme restrittive e incopatibili con le procedure di stabilizzazione dettate dall'art 4 del decreto101 convertito con modificazioni nella legge n 125 del 2013; al fine di scongiurare ancora una volta la ingiustificata condizione lavorativa del personale preso in esame , anche alla luce della sentenza pronunciata dalla Corte di giustizia europea in materia di rapporti a tempo determinatio.
La seduta conclusasi con un aggiornamento dei lavori alla prossima settimana, dà un segnale di apertura e manifesta la volontà di porre rimedio al danno fatto con l'approvazione dell'art 30 della legge regionale 5/2014 un'anno fà, quando siamo rimasti isolati e inascolati perchè gli unici a contestare in controtendenza con quanti oggi sedevano al tavolo, che salutavono con favore la norma capestro oggi rivelatasi in tutta la sua drammaticità.
Bene ha sintetizzato il Dott Morale dirigente del Dipartimento Autronomie Locali a cui hanno fatto eco la dott.ssa Corsello del Dipartimento Lavoro e il Dott. Bologna del Dipartimento Bilancio, sui contenuti dell'art 30 sotto accusa, che rappresenta una scelta chiara della Regione Siciliana nel tirarsi fuori dalla vicenda precari dopo aver per venti e più anni leggiferato a favore; demandano agli entri ogni onere e responsabilità .
I Presidenti delle commissioni con senso di responsabilità hanno ritenuto opportuno a differenza di quanto ha manifestato il Governo con la propria assenza, di dare seguito ai lavori per meglio monitorare la gravita’ della situazione attuale sia dal punto di vista delle procedere di stabilizzazione del personale interessato, quasi del tutto impraticabili per le forti limitazioni imposte dalla normativa vigente, sia in ordine alla prosecuzione delle attivita’ oltre il 31 dicembre 2014, messa fortemente in discussione sia per la copertura finanziaria da trovare sia per le condizioni economiche favorevoli che gli entri devono riscontrare
Come segreteria MGL regione e Autonomie Locali, riteniamo che sia superfluo ribadire che ogni iniziativa di piazza a partire da oggi deve essere svincolata da logiche di appartenenza ma ancorata a presupposti e condizioni che si prefiggono obbiettivi chiari e determinati, diversamente non ha alcun valore e non sortisce alcun effetto .
Continuiamo a vigilare , pronti a mobilitarci al momento opportuno.
Il Segretario Generale
Giuseppe Cardenia